Jul 25 2008
Lussuria

Produzione: Cina, USA
Anno: 2007
Regista: Ang Lee
Cast: Tony Leung, Joan Chen, Lee-Hom Wang, Tang Wei, Wang Leehom
Durata: 160 minuti circa
Il plurivincitore Ang Lee (4 oscar per “La tigre e il dragone”, un leone d’oro e tre oscar per “I segreti di Brokeback Mountain”) torna con una nuova avvincente pellicola, impregnata di scandalo.
In una Shangai del 1942 sconvolta dalla colonizzazione giapponese, un gruppo di ragazzi frequentanti la stessa compagnia teatrale sono animati da una vigorosa volontà di riscatto patriottica.
Fa parte del gruppo Wang Jiazhi, giovane studentessa universitaria incaricata dalla resistenza di entrare nelle grazie del nemico Yee, un politico corrotto al soldo dei rivali giapponesi il cui l’obiettivo è quello di mantenere una “pace” apparente, un armistizio destinato a svanire presto con l’arrivo degli americani.
Uno stralcio della partita a Mahjong dove le donne discutono, scherzano, creano un’alchimia solidale, si danno consigli, si prestano abiti e infomazioni sui negozi della città. Il loro angolo di pace lontani dalle grinfie dei rispettivi mariti.
Un quartiere popolare sede del governo collaborazionista, le prime telefonate in un elegante caffè della Wang, uno dei punti di ritrovo dei militanti, il dietro le quinte che si differenzia dal palcoscenico dei salotti buoni, delle passeggiate aristocratiche nei negozi, delle cene a casa delle “amiche”.
La giovane si cala molto bene nella parte, già dagli sguardi nascosti e penetranti del sign. Yee s’accorge che la sua strada comincia in discesa. Gli occhi infuocati dell’uomo non appena incrocia i suoi fanno scattare una primordiale scintilla.
Ma si può dir nulla di tutto ciò se paragonato all’incredibile turbolenza corporale, all’ardore vivo delle effusioni, al profumo delle pelli che inebriano la mente protandola in uno stato di trance e lasciando fuoriuscire tutta la pulsione creativa e “distruttiva” dell’animale.
Sono le eccitanti, stimolanti, vibranti scene di sesso a costruire il pathos necessario per calamitare l’attenzione di uno spettatore distrutto psicologicamente dai primi tre quarti d’ora di una scenggiatura sospesa, indecisa su quale direzione prendere, quale senso andare a colpire.
Dal momento della loro unione simbiotica, le prove di Tony Leung e Wai Tang assumono due impronte nette e precise, ci trasferiscono l’intensità e la spontanietà dei loro gesti, indirizzano il racconto nella matassa principale, complicatissima da slegare.
Farsi prendere dalla passione più soffocante, dedicare anima e corpo ad una persona, tormentarsi per sentirla vicina, oppure cedere al sentimento di alta riconoscenza verso la propria Nazione combattendo al suo fianco in una resistenza?
In una Nazione dove non v’è pietà per i traditori, dove si dimostra che lo spirito nazionale non è solo appannaggio dei Giapponesi, dove se “pugnali” qualcuno alle spalle riceverai la stessa moneta o una pena più alta, come la morte, non sembra affatto semplice scegliere…
di ieri de La Stampa mi sono soffermato con attenzione ad un articoletto di fondo a pag. 13 in cui viene posto alla luce il dibattito tra il cardinale Bagnasco, Presidente della CEI e il padre di Eluana Englaro, la ragazza che si è trovata a “vivere” per quindici anni in uno stato vegetativo permanente grazie all’alimentazione di una macchina artificiale.
Avete mai desiderato, voi tifosi del Siena, voi fan dell’Atalanta, voi supporters del Parma, più che simpatizzanti di Reggina, Messina, Palermo, Empoli, Pescara, fedeli sostenitori di Genoa e Torino, vedere la propria squadra del cuore, quella a cui donate tutta la vostra passione senza chiedere in cambio altro che onore, poter vincere lo scudetto o la Champions League.
Produzione: Gran Bretagna
Produzione: Francia, Italia, Germania, Spagna, Svizzera.
Produzione: Gran Bretagna
Produzione: USA
Produzione: USA
Un diario di bordo dove gli sguardi e le impressioni provate sul momento vengono appuntati con particolare precisione. L’India, come il pensiero degli occidentali vuole che sia, non è affatto ciò che si racconta e si dice nei documentari nostrani o almeno in parte.