8 mile
Year: 2002
Director: Curtis Hanson
Cast: Kim Basinger, Mekhi Phifer, Brittany Murphy, Eminem
Genre: Drama | Music
Running time: 110 minutes
Dai sobborghi malfamati di Detriot, dove la miseria regna sovrana e l’inferno ha sostituito ogni buona speranza, la vicenda di un ragazzo su mille che ce l’ha fatta.
Un rapper bianco alle prese con modi e stili musicali tipici dei neri, accompagnato da un repertorio di ritmi calzanti e suoni vocali fuori dal comune.
La vita in quei quartieri è tremendamente dura, la soglia di sopravvivenza ruba anche le pulsioni più vitali, succhia le ultime riserve d’entusiasmo per catapultarti in un imbuto apatico senza fine.
Lui, Jimmy Smith Junior non is arrende, vuole emergere, diventare famoso grazie ad un talento che sente scorrere nelle sue vene.
Tante le battagie ed i sogni infranti con cui deve sbattere la testa per poter trovare la sua isola felice, tante le amicizie finte, i padri sbagliati.
La madre, affetta da nevrosi, depressa per giunta senza un lavoro instaura una rapporto prettamente sessuale con un suo coetano.
Jimmy, invece, un impiego lo ha trovato, lavora presso uno stabilmento a pochi chilometri da casa sua, si è appena lasciato con Jasmine ed è alla ricerca di un contratto per lanciarlo alla ribalta musicale.
I suo pezzi sono dolenti imprecazioni verso la famiglia, costanti esercitazioni d’allitterazioni e assonanze, connotati da forte omofobia e misoginia.
In una vecchia struttura ormai in disuso, i rapper di tutta la città si dimenano a suon di colpi di parola, offese, umiliazioni, colpi bassi ispirati da un’arte tipicamente undergrond. Una musica che viene dai bassifondi, dai ghetti, che schiuma rabbia e pochi sentimenti romantici, diretta conseguenza di una sottocultura presente ancora in grande quantità negli States.
La prima apparizione del giovane Jimmy non è del tutto esaltante, un blocco alla gola per la forte emotività non gli risparmia una figura barberina.
Con gli amici passa il tempo a fare scorribande per il quartiere, frequenta i soliti locali, in attesa che s’avveri il suo sogno.
Le parole prendono spesso il sopravvento, litigano con la propria condizione di emarginato e nullatenente, un vero shit (perchè è così che sono trattati gli economicamente umili) indaffarato a costruirsi castelli di carta presto ridotti a cenere.
L’incontro con Alex gli fa perdere la testa (in senso buono naturalmente), lo spinge a credere sempre più fermamente nel suo futuro, lo rinvigorisce stimlandolo a porre più fiducia in se stesso.
Mentre i suoi compagni di strada sembrano volare in un mondo fatato, Jimmy tenta di riportarli ad un livello più consono, a guardare alla vita con maggiore praticità, a tenere i piedi ben saldati a terra.
Dopo una fortunosa vincita della madre al bingo, la sfortuna sembra aver voltato le spalle alle loro sorti, regalandogli un motivo in più per non arrendersi.
Ritenta la sfida, si catapulta nuovamente nella battaglia musicale, ma stavolta con grande slancio emotivo e giusta determinazione.
In quei cinque minuti mostra ai diffidenti rapper neri la pasta di cui è fatto, la cifra stilistica della sua cultura musicale, conquistando gradualmente un maggiore rispetto.
Il film termina dopo il successo delle esibizioni live, un saluto agli amici e il ritorno alla solita routine da giovane, a questo punto, maturo.
Nella colonna sonora del film viene citata e trasmessa Lose yourself, vincitrice di un Oscar l’anno successivo come “Miglior canzone originale”.
Fonte: immagine tratta da Mymovies














