Euro scepticals or Euro trustings

by director at 11 Jun 2008 in Football

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Delusione tra gli azzurriIn questo Europeo iniziato in sordina, da campioni del mondo in carica, con sulle spalle una considerazione da difendere, l’Italia affonda al primo arrembaggio dell’equipaggio olandese capitanato da capitan Van Basten, otto stagioni (1987-1995) nel club più titolato del mondo, compagno di squadra del più senior, con qualche capello grigio in più, italico c.t. Roberto Donadoni.

Tutti i pronostici, o quasi, a favore dei nostri azzurri, il centrocampo più portentoso del pianeta, Pirlo, Gattuso, Ambrosini, quest’ultimo in gran forma (ha vinto il ballottaggio con il più giovane De Rossi) a blindare una diga che sembra impenetrabile. Fatto sta che gli olandesi non ci pensano due vole a scavalcare il centrocampo con perfetti lanci millimetrici a servire la mezzapunta di turno o la boa costituita dall’erede mancato del cigno di Utrecth, Ruud Van Nistelrooy.

Non a caso le tre segnature dei tulipani  sono scaturite da un calcio piazzato e da due abilissimi contropiedi (chapeau) in cui la difesa italiana ha fatto acqua da tutte la parti nonostante la diga mediana posta in sua protezione.

La tegola dell’infortunio di Cannavaro non ha certo aiutato il  coach bergamasco a trovare una mossa riparatoria in tempo utile. Si è affidato all’esperienza di Materazzi, come giusto che sia, solo che matrix, in quel di Berna, sembrava più di là che di qua. Molto lento nei recuperi, spesso in ritardo negli anticipi, il suo calcio da trentacinquenne scricchiola ed è vicinissima l’ora in cui gli tocca appendere le scarpe al chiodo.

Azzardato sarebbe stato l’inserimento di Chiellini, scioccato per buona parte del ritiro per il coinvolgimento nell’incidente al capitano Cannavaro, non ancora maturo per un match di questa calatura agonistica.

Altra matassa da svolgere, un Panucci ancora in condizioni precarie dopo il leggero infortunio nel campo di allenamento di Enzesdorf, quella sera è sembrato l’ombra di se stesso.

Un 3-0 eccessivo nonostante l’Olanda abbia dimostrato un gioco brillante e più caparbio, qualità che ai nostri è mancata per tutti i novanta minuti, incapaci di dare segnali di vita, ingenui come “bambini” che credevano di vivere nel torneo dei “balocchi”.

Siamo sicuri che le nostre quotazioni siano calate? I nostri beneamati amici giornalisti, pallonari, tecnici da panchina d’oro inveiscono contro le scelte sbagliate di Donadoni inscenando un teatrino meno degno addirittura degli squallido talk show della Domenica (vedi lo spazio di discussione in Buona Domenica). A giudicare dai nostri prossimi avversari, i romeni degli “italiani” Mutu e Chivu siamo ancora una squadra da tenere con le molle, consci che la nostra qualificazione è tutt’ora possibile. Come a dire che i più convinti del nostro potenziale sono i nostri nemici, gli stranieri di turno, mentre i compatrioti cominciano piano piano a mettere benzina sul fuoco lacerando lentamente  ogni possibilità di raggiungere Vienna. 

A chi dare ragione? Al nostro DNA italico-disfattista o alla maniera benpensante dei forestieri?

Questa non è ardua sentenza, è solo la logica del non farci del male con le proprie mani.

Fonte: immagini tratte da www.gazzetta.it

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