The kite hunter

by director at 12 Jun 2008 in Literature

Tags: ,

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars
Loading ... Loading ...

Book CoverIn una terra martoriata dalle guerre e da continui assalti alla democrazia uno sguardo lucido ed un po’ appassionato di un autore emergente che ha fatto parlare di sé in breve tempo.

Khaled Hosseini è nato a Kabul, figlio di diplomatico è stato costretto a lasciare la sua terra a causa dell’invasione sovietica, a trovare asilo politico negli Stati uniti dove ha iniziato a scrivere questo emozionante e sconvolgente romanzo. La compassione forte che prova per la sua terra d’origine, martoriata da regimi dittatoriali, è simile a quella vissuta per un amico verso il quale la vita non si è dimostrata generosa.   

Diventato un caso editoriale con un passaparola sorprendente, questo racconto vive delle vicende di due personaggi diversi per classi sociali e stili di vita. Il primo, Amir, un pashtun nato da una famiglia benestante, circondato dagli agi, abituato a ricevere molto e a dare poco; l’altro, Hassan, un giovane hazara, etnia da sempre condannata ad essere sottomessa dai più ricchi pashtun, sincero, leale e soprattutto servo fedele.

Il loro rapporto, da normale dipendenza inserviente-padrone, nel corso degli anni assume i tratti di una tormentosa storia di sensi di colpa e debiti di riconoscenza da estinguere.

Il nodo cruciale che lega indissolubilmente Amir al suo passato è rappresentato dal triste episodio accaduto ad Hassan. In occasione del torneo della caccia agli aquiloni, rara momento di giubilo per tutta Kabul, l’hazara si trova catapultato nella tresca organizzata da tre ragazzacci pashtun, ricattato e poi violentato fisicamente.

Da un angolo della strada Amir s’imbatte nella scena con lo sguardo impietrito di chi è impotente al gioco più forte del destino. Da quell’infelice momento pensieri più disparati cominciano ad affollare la sua mente, immagini forti, pesanti a tal punto che tenta in tutti modi di allontanare Hassan dalla sua vita come fosse l’unico e più efficace rimendio alla grave crisi di coscienza dentro di sè.

Hassan ha fatto di tutto per portare a casa l’aquilone, il simbolo della rinascita di Amir, la soddisfazione più grande che avesse mai regalato a suo padre. La tenacia e la devozione dell’hazara rivelano in lui l’appartenenza di sentimenti profondi e grandi doti umane, difficilmente ricambiate dalle paure di Amir condizionate dalle convenzioni sociali.

A causa dell’invasione dei russi emigra verso gli Stati Uniti mentre l’hazara rimane in Afghanistan. Quest’ultimo, miracolosamente scampato alla cattura, forma una famiglia e dopo ritorna nella sua vecchia casa, quella in cui, un tempo, offriva i suoi servigi ai signori pashtun. 

Il destino provvido entra in soccorso fornendo ad Amir un’ occasione importante per rivedere il suo caro fratello. La scoperta irrompe come un fulmine a ciel sereno, quel servo che non deve più chiamare tale, quel servo che ora è diventato suo fratello di sangue non fa che premere sulla necessità di un suo riscatto imminente.

Al ritorno nelle sue terre, richiamato dal socio in affari di suo padre, gli giunge notizia della morte di Hassan e sua moglie, assassinati brutalmente dai talebani. Gli viene affidata la gestione del figlio che lui sente di dover compiere con tutto se stesso, con tutte le buone intenzioni possibili, perchè in quella creatura vedo il padre che non c’è più, vede la plausibile redenzione morale.

Nelle righe scritte da Khaled c’è il perfetto disegno del destino, della vita che offre il suo perdono concedendo una seconda chance, perchè dall’errare umano capita spesso di compiere le scelte più giuste e responsabili.

Fonte: immagini tratte da piemme3.bluestudio

  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google
  • LinkedIn
  • Live
  • Technorati
  • Wikio
  • Fark
  • YahooMyWeb

Leave a Reply


Copyright © 2008 Yanub All rights reserved. Theme by Laptop Geek.