The new Europe
Una nuova Europa sta surclassando quella passata, tra nomi nuovi e non è in atto un ribaltamento delle forze calcistiche continentali.
Basta vedere per primi i campioni (0-3) e vice-campioni del mondo (1-4) usciti martoriati, tritati da un caterpiller che si chiama Orange, senza appello alcuno. Gli assi della tre quarti offensiva di Van Basten giocano in club già affermati, ma quel che sorprende di più è la raffinatezza e squisitezza del calcio olandese, lontano dai fasti di quello totale, ma pur sempre spumeggiante e ricco di fantasia e tecnica.
E’ una sicura candidata a vincere l’Europeo affiancata dal Portogallo, con un Cristiano Ronaldo galvanizzato dalla doppietta Champions e campionato e con possibilità concrete di conquistare il pallone d’oro. Insieme a lui a formare l’attacco prolifico di questo inizio di torneo c’è il catalano (ancora per poco) Deco, il compagno di club Nani e l’estroso Quaresma. A garantire solidità arretrata ci pensano i centrali Carvalho e Pepe (in gol nell’esordio). Un’altra squadra di palleggiatori che può completare la sua cavalcata vincente.
La carta a sorpresa è la Crozia di Bilic, il cui centrocampo è diretto dalla nuova scommessa del Tottenham, Modric, pagato 24 milioni di euro netti e per caratteristiche tecnico-fisiche molto simile al nostro Pirlo. Un apporto importante è dato dall’esterno Srna (in gol con la Germania) dai piedi buoni e dalla visione di gioco ottima, oltre alla velocità nel reparto offensivo rappresentata dalla punta Olic. Cinica e spietata, oltre al fatto di non negare giocate spettacolari in avanti è un terzo incomodo alla corsa di Portogallo e Olanda.
Amara sorpresa dal fronte teutonico.  Dopo l’esordio convincente con la Polonia al primo impegno serio è caduta senza rialzarsi. Siamo sempre stati abituati nel corso della storia a vedere la Germania riportare in partita situazioni che sembravano incredibilmente perse. Ma la Nazionale di oggi è quanto mai carente in condizione, visto che ha cambiato pochi elementi rispetto a quella che perse la semifinale con gli azzurri nei mondiali di due anni fa. L’unica nota positiva è data dal cannoniere Podolsky, mentre per i talenti nascosti (vedi Schweinsteiger) non c’è stata riscossa. E’ ancora in corsa e dalla sua c’è la mancanza di un avversario degno del suo nome nel terzo e decisivo turno.
Poi non sono da dimenticare nel parterre de Roi le “furie rosse”, con una squadra che finalmente può vincere qualcosa d’importante dopo l’unico successo della sua storia risalente al 1964. La squadra è giovane, ricca di talento e di agonismo. In centrocampo spicca la stella ventunenne dell’Arsenal Cesc Fabregas, con Xabi, centrocampista del Liverpool, a supporto dei quali troviamo il sempre intramontabile Puyol e la promettentissima ala sinistra Sergio Ramos, sicuramente la migliore al mondo fra qualche anno. In avanti il baby terribile Torres oltre al capocannoniere Villa. Giocate raffinate, scambi di alta classe, palleggi continui, torelli interminabili costituiscono le principali caratteristiche della formazione di Aragones. Il roboante successo con la Russia (4-1) lo sta a dimostrare in pieno.
Paragrafo amaro è necessario dedicare anche ai Blue, partiti con la sicurezza di chi ha perso la finale solo per un gioco perverso del destino, dopo aver dimostrato superiorità tecnica ed atletica, sono piombati nella disfatta. Bisogna ammettere che le loro occasioni per segnare più volte all’Olanda le hanno avute, ma, in definitiva, il loro gioco è sembrato sfibrato rispetto alla maggiore compattezza dei tulipani  e basato maggiormente sulle palesi individualità dei suoi componenti.Â
Non dimentichiamo la Romania migliorata molto in questi ultimi anni. Nel girone di qualificazione ha superato l’Olanda inserendosi al primo posto con la migliore difesa. Il gruppo ha fatto leva sugli “italiani” Chivu e Mutu, mostrando buone qualità , due su tutte la solidità difensiva e la capacità di andare al tiro da lontano con estrema precisione.Â
La maggior parte delle note positive sono giunte dalle avversarie dell’Italia perciò non darei eccessive colpe alla nostra squadra (non è ancora detto che resti fuori), ma comprenderei le naturali difficoltà di passare in un girone infernale, campioni del mondo o no. Immaginatevi la Germania al posto nostro, che fine avrebbe fatto secondo voi? Io una risposta già ce l’ho… Â
Fonte: immagine tratta da www.repubblica.it













