The great Hulk

by director at 7 Jul 2008 in Cinema

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Film PosterProduction: USA

Year: 2008

Director: Louis Leterrier

Cast: Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, Tim Blake Nelson, Ty Burrell, William Hurt

Genre: Action

Running time: 114 minutes

Catapecchie cascanti e fatiscenti accatastate e strette in un angolo di terra che si inarca su cime verdeggianti, così vicine che i nostri piedi possono saltare da una proprietà all’altra senza alcuno sforzo e portare via tutto il necessario (o almeno quello che si riesce a cavare dal “nulla”). E’ l’ambiente povero e malsano di Rio de Jainero la nuova tappa del professor Bruce Banner, sempre alla continua ricerca dell’antidoto per distruggere il suo mostro verde.

La situazione sembra a lui favorevole, sono cinquantotto giorni che non accusa le solite crisi nervose e nel frattempo si guadagna da vivere lavorando in una fabbrica di bevande energetiche. L’illusione di poter chiudere definitivamente con l’incubo di tornare belva gli arriva da una pianta, ma come nelle storie che si rispettano essa non ha alcun effetto.

Disperato riesce ad aggrapparsi ad un’altra possibilità di salvezza tramite un professore della West coast (nick name Mr. Blue) con il quale si tiene in contatto via rete. Quest’ultimo gli propone il suo aiuto a patto di ricevere tutti i suoi dati preziosi, riguardo la composizione cellulare ed altri indicatori fisico-biologici. Il piano per la fuga è pronto. 

 Intanto, il generale Ross assolda tra le sue file di soldati il plurimedagliato ed onorato Emil Blonsky, uno dei migliori sulla piazza, reduce dall’esperienza con le forze militari russe. Il suo intento è quello di catturare Banner e di ottenere il possesso della sua personalità “deviata”, avere quel Dna che gli consente di creare tanti cloni dalla forza sovrumana e devastante.

Manda la sua squadra di specialisti a catturare il professore nell’affolata Rio, anticipando le mosse d’evasione di Bruce, costretto a trasformarsi, dopo lunga degenza, nella sua angoscia più imponente.

Una volta tornato negli Stati Uniti trova alloggio e riparo presso un suo vecchio conoscente che lavora in un breckfast. Per coincidenze più forti della logica incontra la figlia del generale di cui è ancora perdutamente innamorato e da lei perviene al possesso dei suoi importantissimi elementi d’analisi utili per conseguire un’altra possibile guarigione.

Tenuto nuovamente sotto’occhio dal singor Ross e suoi sottoposti viene braccato una seconda volta all’interno del campus della Curvell University da un plotone più armato e più preparato strategicamente. Ma la forza irrestibile di Hulk supera anche le barriere della ragione, della logica più alta che è insita in ognuno di noi. Quando subentra una rabbia da migliaia di newton di potenza anche la più lucida delle menti rimane offuscata.

Un’altra coraggiosa speranza riposta nelle cure di Mr. Blue, muta in breve tempo in un  pauroso e devastante pericolo da quando Emil Blonsky diventa cavia per un nuovo esperimento di potenziamento umano per generare un nemico più degno dell’Incredibile e altrettanto forte.

Dal lavoro di Mr.Blue, mescolato alle precedenti iniezioni sierotiche realizzate dal laboratorio del dipartimento militare, nasce il nausenate abominio. Lo scontro tra i due è micidiale e scatena la suspence per tutta la durata finale della pellicola. Alla fine vince chi sapete, ma la partita è ancora aperta visto che l’illustre Ross gioca un’altra sua carta. Richiama Starck facendo stroppicciare gli occhi e battere il cuore all’impazzata per l’idea di una commistione di super-eroi e di super-poteri. Tanto vale ripescare un Robert Downey Junior reduce dal successo al botteghino con il suo Iron Man.   Da non dimenticare lo spazio per un cameo di Lou Ferrigno, celebre protagonista della serie tv, nel ruolo di un agente.

Edward Norton è al suo primo ruolo da protagonista in un film di cassetta, un blockbuster con la tipica marca hollywoodiana, ma ha saputo inquadrare il significato di un personaggio così “gigantesco”:

“Hulk non è soltanto quella cosa verde fuori misura nata dai fumetti. Non è nemmeno solo vernice o kitsheria anni Settanta. Hulk è tutta la rabbia che abbiamo dentro, una montagna di rabbia”. Metafora per rappresentare l’uomo e il turbinio di emozioni che lo sconvolgono, lo fanno agire in un certo modo. In questo nube di forze che spingono e tirano occorre mantenere il controllo e saldare un proprio equilibrio. 

E’inevitabile non metterci un po’ di psicologia individuale in questo secondo episodio della serie. Molti storceranno il naso al non utilizzo della concezione più introspettiva del personaggio regalata da Ang Lee e troveranno molte più difficoltà ad immedesimarsi in una figura che cerca di cancellare la sua rabbia anzichè controllarla. Come dire, se qualcosa ti angoscia non c’è niente di meglio di una seduta dalo psichiatra. Ma non è meglio essere i medici di se stessi?

Fonte: immagini tratte da Mymovies

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