<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Yanub</title>
	<atom:link href="http://www.yanub.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.yanub.org</link>
	<description>Yet another not useful blog</description>
	<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 14:48:38 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>it</language>
			<item>
		<title>Metropolis</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/08/metropolis/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/08/metropolis/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=76</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid black; margin: 3px; float: left;" src="http://www.cinemadelsilenzio.it/images/film/poster/3695_big.jpg" alt="Locandina dle film" width="250" height="350" /><strong>Produzione:</strong> Germania</p>
<p><strong>Anno: </strong>1927</p>
<p><strong>Regia: </strong>Fritz Lang</p>
<p><strong>Interpreti:</strong> Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Alfred Abel, Rudolf Klein-Rogge, Fritz Rasp, Theodor Loos, Erwin Biswanger, Heinrich George, Olaf Storm, Hanns Leo Reich</p>
<p><strong>Genere:</strong> Fantascienza</p>
<p><strong>Durata:</strong> 147 minuti circa</p>
<p>Anticipatore dei tempi avvenire il regista inquadra una società terribilmente dominata dalle macchine, da esigenze tecnologiche che creano gli schiavi moderni. La città è Metropolis, splendente, futuristica, ordinata, pulita, nella cui superficie albergano i figli della classe sociale dominante, riuniti nel famoso &#8220;club dei figli&#8221;. Nella parte più bassa vivono i lavoratori, il cui centro nevralgico è costituito da enormi macchina sputa fumo. Prestano la loro opera fino allo sfinimento, continuamente attaccati a questi aggeggi infernali per garantire tutto ciò di cui si serve l&#8217;intera metropoli. Un mondo segreto che viene scoperto per la prima volta da Freder, figlio del signore-padrone Joh Fredersen, una realtà sconvolgente per il giovane figlio benestante, abituato a trascorrere la sua esistenza tra serate mondane, party, incontri galanti.</p>
<p>All&#8217;improvviso si apre su di lui uno scenario nuovo fatto di oppressione, controllo, routine, disagi di cui gli stessi lavoratori non si rendono conto. E&#8217; una donna, Maria, colei che gli aprirà gli occhi mostrando i figli dei lavoratori, quelle piccole creature a cui il destino ha riservato una vita di sacrificio e proivazioni. Ma essi sono fratelli, tali e quali dei figli di sopra, braccio operante di un&#8217;unica mente, il completamento della grande produzione industriale. Sorpreso per le condizioni a dir poco indecorose cui sono costretti a lavorare, assiste all&#8217;incidendio della macchina-cuore, la Mologh, informa il padre, mostra le sue preoccupazioni per un equilibrio precario che rischia di saltare da un momento all&#8217;altro.</p>
<p>E se un giorno dovessero ribellarsi? Non ha tutti i torti Freder a porre questi interrogativi a Joh, il quale dimostrando glaciale sicurezza continua nella sua opera industriale.</p>
<p>Il suo mondo è perfetto così, con persone di serie A e persone di serie B, come nell&#8217;ordine naturale delle cose, in una gerarchia frutto delle differenze tra gli uomini, delle loro capacità intellettive. Anzi, la sua prima preoccupazione è rivolta al suo assistente Josaphat, rimproverato per non aver comunicato gli incidentei occorsi alla macchina-cuore prima, alla macchina M dopo in tempo debito.<br />
Per questo viene licenziato, scatenando la disperazione più profonda nel suo ormai ex-assistente. Essere destituiti da un incarico ad opera del Fredersen significa dover passare il resto della propria esistenza nell&#8217;infernale città sotterranea.</p>
<p>Freder mostra da subito compassione ed empatia per quello che sta vivendo Josaphat, gli propone di andare a vivere con lui e di prendere il suo turno alle macchine. Tra i lavoratori si sta diffondendo un piano per uscire da questa condizione. Fredersen entra in possesso di una mappa in cui sono indicate catacombe bimillenarie situate sotto il piano degli operai. In quei luoghi avvengono riunioni segrete dove si discute il piano d&#8217;azione, si pensa a nominare un mediatore in grado di riscattere sotto il profilo dei diritti questa massa di umili sgobboni. A presiedere questi &#8220;consigli&#8221; una giovane donna Maria, una guida per questo popolo, una donna umile al servizio del prossimo.</p>
<p>Il signor Joh Fredersen non vuole che cresca tra i lavoratori l&#8217;assenso alla mediazione con il potere, chiede aiuto all&#8217;inventore Rotwang, in procinto di rivoluzionare l&#8217;intero metodo di produzione progettando il primo esemplare di Uomo-macchina. Vuole disseminare zizzania e sfiducia verso la donna che si erge a rappresentante delle richieste mosse dagli operai. Il geniaccio, vecchio, brutto scienziato-creatore vuole impossessarsi del volto della giovine per poter eliminare Joh, suo figlio e l&#8217;intera città, visto che ha un conto aperto con la signoria di Metropolis. All&#8217;ingresso del suo laboratorio è presente una testa di donna volta a  simboleggiare  la moglie Hel, scomparsa tragicamente per cause che hanno attinenza con  il signor Joh.</p>
<p>La Donna-macchina viene consegnata agli operai, opera chirurigicamente per creare il consenso unanime di demolizione delle macchine. Al grido &#8220;le macchine ci hanno rovinato la vita&#8221; si scatena un&#8217;accesa rivolta, della quale il capo-mastro Grot cerca di spegnere i focolai più forti, persuadendoli a non mettere a serio rischio la loro stessa esistenza. Ma ormai la frittata è fatta, tutto il piano viene inondato e si crea un caos  irrealisticamente contrapposto all&#8217;ordine e compostezza  della  vita di prima.</p>
<p>Si braccano più figli che si può per portarli in salvo, senza più casa dove accudirli. Si riversa tutta la colpa della distruzione del piano a Maria, d&#8217;improvviso additata come la strega cattiva. Ignari della mancanza d&#8217;umanità ma consci della sola parvenza esteriore, durante il rogo scoprono di essere stati fregati da una macchina. La vera Maria ha messo in salvo i figli del Club ed ora è inseguita dal perfido Rotwang, desideroso di trasformarla nella sua vecchia compagna per la vita. Dopo un inseguimento mozzafiato, l&#8217;inventore precipita dal balcone di un palazzo e muore. La scena finale mostra il signor Fredersen e il capo-mastro Grot intenti a stringersi la mano non con qualche difficoltà. C&#8217;è bisogno del cuore per far collaborare la mente e le braccia, così Freder si propone di contribuire alla pacificazione.</p>
<p>Un botta conclusiva intrisa di romanticismo di un film muto definito come il capostipite del genere Fantascienza. Ispiratore di Blude Runner e Brazil ha tutti i crismi dell&#8217;opera lirica, divisa in tre atti: Prologo, Intermezzo, Furioso ed è stata inserita nel 2001, nel registro Memory of the World, un porgetto dell&#8217;UNESCO che mira a salvaguardare le opere più importanti nella storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Cinema del Silenzio" href="http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=poster&amp;id=3695" target="_blank">Cinema del SIlenzio</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid black; margin: 3px; float: left;" src="http://www.cinemadelsilenzio.it/images/film/poster/3695_big.jpg" alt="Locandina dle film" width="250" height="350" /><strong>Produzione:</strong> Germania</p>
<p><strong>Anno: </strong>1927</p>
<p><strong>Regia: </strong>Fritz Lang</p>
<p><strong>Interpreti:</strong> Gustav Fröhlich, Brigitte Helm, Alfred Abel, Rudolf Klein-Rogge, Fritz Rasp, Theodor Loos, Erwin Biswanger, Heinrich George, Olaf Storm, Hanns Leo Reich</p>
<p><strong>Genere:</strong> Fantascienza</p>
<p><strong>Durata:</strong> 147 minuti circa</p>
<p>Anticipatore dei tempi avvenire il regista inquadra una società terribilmente dominata dalle macchine, da esigenze tecnologiche che creano gli schiavi moderni. La città è Metropolis, splendente, futuristica, ordinata, pulita, nella cui superficie albergano i figli della classe sociale dominante, riuniti nel famoso &#8220;club dei figli&#8221;. Nella parte più bassa vivono i lavoratori, il cui centro nevralgico è costituito da enormi macchina sputa fumo. Prestano la loro opera fino allo sfinimento, continuamente attaccati a questi aggeggi infernali per garantire tutto ciò di cui si serve l&#8217;intera metropoli. Un mondo segreto che viene scoperto per la prima volta da Freder, figlio del signore-padrone Joh Fredersen, una realtà sconvolgente per il giovane figlio benestante, abituato a trascorrere la sua esistenza tra serate mondane, party, incontri galanti.</p>
<p>All&#8217;improvviso si apre su di lui uno scenario nuovo fatto di oppressione, controllo, routine, disagi di cui gli stessi lavoratori non si rendono conto. E&#8217; una donna, Maria, colei che gli aprirà gli occhi mostrando i figli dei lavoratori, quelle piccole creature a cui il destino ha riservato una vita di sacrificio e proivazioni. Ma essi sono fratelli, tali e quali dei figli di sopra, braccio operante di un&#8217;unica mente, il completamento della grande produzione industriale. Sorpreso per le condizioni a dir poco indecorose cui sono costretti a lavorare, assiste all&#8217;incidendio della macchina-cuore, la Mologh, informa il padre, mostra le sue preoccupazioni per un equilibrio precario che rischia di saltare da un momento all&#8217;altro.</p>
<p>E se un giorno dovessero ribellarsi? Non ha tutti i torti Freder a porre questi interrogativi a Joh, il quale dimostrando glaciale sicurezza continua nella sua opera industriale.</p>
<p>Il suo mondo è perfetto così, con persone di serie A e persone di serie B, come nell&#8217;ordine naturale delle cose, in una gerarchia frutto delle differenze tra gli uomini, delle loro capacità intellettive. Anzi, la sua prima preoccupazione è rivolta al suo assistente Josaphat, rimproverato per non aver comunicato gli incidentei occorsi alla macchina-cuore prima, alla macchina M dopo in tempo debito.<br />
Per questo viene licenziato, scatenando la disperazione più profonda nel suo ormai ex-assistente. Essere destituiti da un incarico ad opera del Fredersen significa dover passare il resto della propria esistenza nell&#8217;infernale città sotterranea.</p>
<p>Freder mostra da subito compassione ed empatia per quello che sta vivendo Josaphat, gli propone di andare a vivere con lui e di prendere il suo turno alle macchine. Tra i lavoratori si sta diffondendo un piano per uscire da questa condizione. Fredersen entra in possesso di una mappa in cui sono indicate catacombe bimillenarie situate sotto il piano degli operai. In quei luoghi avvengono riunioni segrete dove si discute il piano d&#8217;azione, si pensa a nominare un mediatore in grado di riscattere sotto il profilo dei diritti questa massa di umili sgobboni. A presiedere questi &#8220;consigli&#8221; una giovane donna Maria, una guida per questo popolo, una donna umile al servizio del prossimo.</p>
<p>Il signor Joh Fredersen non vuole che cresca tra i lavoratori l&#8217;assenso alla mediazione con il potere, chiede aiuto all&#8217;inventore Rotwang, in procinto di rivoluzionare l&#8217;intero metodo di produzione progettando il primo esemplare di Uomo-macchina. Vuole disseminare zizzania e sfiducia verso la donna che si erge a rappresentante delle richieste mosse dagli operai. Il geniaccio, vecchio, brutto scienziato-creatore vuole impossessarsi del volto della giovine per poter eliminare Joh, suo figlio e l&#8217;intera città, visto che ha un conto aperto con la signoria di Metropolis. All&#8217;ingresso del suo laboratorio è presente una testa di donna volta a  simboleggiare  la moglie Hel, scomparsa tragicamente per cause che hanno attinenza con  il signor Joh.</p>
<p>La Donna-macchina viene consegnata agli operai, opera chirurigicamente per creare il consenso unanime di demolizione delle macchine. Al grido &#8220;le macchine ci hanno rovinato la vita&#8221; si scatena un&#8217;accesa rivolta, della quale il capo-mastro Grot cerca di spegnere i focolai più forti, persuadendoli a non mettere a serio rischio la loro stessa esistenza. Ma ormai la frittata è fatta, tutto il piano viene inondato e si crea un caos  irrealisticamente contrapposto all&#8217;ordine e compostezza  della  vita di prima.</p>
<p>Si braccano più figli che si può per portarli in salvo, senza più casa dove accudirli. Si riversa tutta la colpa della distruzione del piano a Maria, d&#8217;improvviso additata come la strega cattiva. Ignari della mancanza d&#8217;umanità ma consci della sola parvenza esteriore, durante il rogo scoprono di essere stati fregati da una macchina. La vera Maria ha messo in salvo i figli del Club ed ora è inseguita dal perfido Rotwang, desideroso di trasformarla nella sua vecchia compagna per la vita. Dopo un inseguimento mozzafiato, l&#8217;inventore precipita dal balcone di un palazzo e muore. La scena finale mostra il signor Fredersen e il capo-mastro Grot intenti a stringersi la mano non con qualche difficoltà. C&#8217;è bisogno del cuore per far collaborare la mente e le braccia, così Freder si propone di contribuire alla pacificazione.</p>
<p>Un botta conclusiva intrisa di romanticismo di un film muto definito come il capostipite del genere Fantascienza. Ispiratore di Blude Runner e Brazil ha tutti i crismi dell&#8217;opera lirica, divisa in tre atti: Prologo, Intermezzo, Furioso ed è stata inserita nel 2001, nel registro Memory of the World, un porgetto dell&#8217;UNESCO che mira a salvaguardare le opere più importanti nella storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Cinema del Silenzio" href="http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=poster&amp;id=3695" target="_blank">Cinema del SIlenzio</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/08/metropolis/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Qualcuno volò sul nido del cuculo</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/08/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/08/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=75</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid black; margin: 3px; float: left;" src="http://www.mymovies.it/dvd/imm_ibs/z34/7321958374634.jpg" alt="Locandina del film" width="150" height="250" /></p>
<p><strong>Produzione:</strong> U.S.A.</p>
<p><strong>Anno:</strong> 1975</p>
<p><strong>Regia: </strong>Milos Forman</p>
<p><strong>Cast:</strong> Louise Fletcher, Brad Dourif, Danny DeVito, Jack Nicholson, Christopher     Lloyd, Will Sampson, Phil Roth, William Redfield, Michael Berryman, Peter Brocco, Dean R. Brooks, Alonzo Brown, Scatman Crothers, Mwako Cumbuka, William Duell, Josip Elic, Lan Fendors, Nathan George, Ken Kenny, Anjelica Huston.</p>
<p><strong>Genere:</strong> Drammatico</p>
<p><strong> Durata:</strong> 127 minuti circa</p>
<p>Trae isparazione dal romanzo omonimo di Kesey realizzato nel 1962. Lo scrittore americano, cause controversie legali non volle vedere il film e tuttora non ne è a conoscenza. Una delle pietre miliari della storia cinematografica mondiale analizza con esarcebante lucidità l&#8217;atteggiamento ignorante della società verso lo stato di malattia mentale dei suoi membri. Ieri come oggi è sempre stato difficile rendere chiaro il confine tra &#8220;pazzia&#8221; e &#8220;sanità&#8221;, &#8220;normalità&#8221; e &#8220;anormalità&#8221;.  In mezzo , una serie di regole del cosiddetto vivere civile, della buona educazione, dell&#8217;ottemperanza ai propri doveri e della mancanza di cattiveria. Ma poi, cos&#8217;è veramente questa cattiveria?  Sta forse nelle lamentele del signor McMurphy per la mancata possibilità di vedere una partita di baseball, o nell&#8217;assoluto divieto posto della Caposala Ratched attraverso un insensato gioco democratico di alzata di mano? Sta nei continui divieti imposti alla libera espressione individuale, quella atavica, di voler passare parte della giornata a divertirsi come fanno tutte le persone &#8220;normali&#8221; di questo mondo?</p>
<p>L&#8217;arrivo di McMurphy nell&#8217;Istituto è seguito da un colloquoio di presentazione con il direttore Spivey con cui manifesta dubbi costanti sul motivo per cui è finito lì dentro. Gli viene rivolto ii capo d&#8217;accusa, indisponenza al lavoro. Lui proprio non sa cosa farsene di questa imputazione, non capisce perchè tutte queste domande</p>
<p>Il Dottor Spivey gli suggerisce: &#8220;Beh, il vero motivo per cui Lei è stato mandato qui è perché vogliono che Lei sia vagliato. Per stabilire se Lei è ammalato di mente oppure no&#8221;. Le risposte sembrano troppo convincenti per poter pensare che lo sia.</p>
<p>All&#8217;interno della struttura riesce subito a fare amicizia con gli altri inquilini, si dimostra socievole, ha il vizio dell&#8217;umorismo, persino quando si avvicina ad un uomo grande e grosso con i capelli lunghi e la pella scura dei nativi indiani d&#8217;America.</p>
<p>Gioca a carte, borbotta, dimostra i primi cenni di cedimento quando rimprovera Martini di avere la testa da un&#8217;altra parte mentre sta giocando. Scommette, utilizza le sigarette come fish, vince. Qualcuno comincia a lamentare la mancanza di cicche, piange come un bambino, non soppota l&#8217;idea di non fumare. La Caposala si vede costretta a razionalizzare il loro consumo, Randall non ci sta, nasce un parapiglia con i vigilanti, pugni secchi che lo costringono a cure cautelative nel reparto agitati.</p>
<p>La partita a scacchi sul piano della tensione emotiva si alza quando propone di guardare la partita di baseball, ma viene frenato dal finto quorum proposto da Ratched o quando fugge con i proprio colleghi su di una barca rubata per trascorrere un giorno intero a pescare.</p>
<p>L&#8217;aria che tira all&#8217;interno dell&#8217;ospedale lo soffoca, sente di non essere adatto per sopravvivere a quel luogo, comincia a contare il tempo che lo separa dai sessantotto giorni previsti per la sua degenza. Il fiuto che il clima dentro il manicomio di Salem sta diventando irrespirabile diventa una certezza quando una guardia lo convince di spegnere le sue illusioni per l&#8217;uscita imminente, dato che non è lui a decidere chi deve continuare a restare o può andare.</p>
<p>Tutto si presenta più duro del solito, metterebbe a dura prova i nervi della persona più equilibrata del mondo, specialmente se addossato ad un animo caratterizzato da una spinta naturale tendenzialemente contro le regole.  S&#8217;innesca una spirale di violenza in cui è difficile capire chi eserciti più violenza, se i controllati o i controllori.</p>
<p>Centrale nell&#8217;opera è la funzione dell&#8217;istituto, micromondo alternativo al mondo di fuori dove si tenta di ispessire ancor di più le norme, cercando di limitare il problema mentale restringendo il suo campo d&#8217;azione. Così, una forza  poderosamente trasgressiva o diventa come una bolla piena di veleni pronti ad emergere fuoriuscendo dal loro contenitore  o finisce per essere schiacciata definitivamente.</p>
<p>Per McMurphy il destino sceglie la seconda strada. Messo a dura prova da continui elettroshock per calmare i suoi ripetuti scatti d&#8217;ira, il suo stato degenera a livelli vegetativi impensabili fino alla definitiva dabbenaggine a causa dell&#8217;esportazione di una parte del cranio.</p>
<p>Il finale lascia spazio alla speranza, il Grande Capo indiano sfonda la porta d&#8217;ingresso dell&#8217;istituto e fugge verso la libertà&#8230;</p>
<p>N.B. Un opera che ha conquistato cinque Oscar agli Awards del 1976, per la regia, miglior attore protagonista Jack Nicholson (alias McMurphy), Louise Fletcher (Miss Ratched), miglior film, miglior scenggiatura. Per Il ruolo di protagonista erano stati chiamati personaggi del calibro di Marlon Brando, Kirk Douglas, Gene Hackman. Per la scelta dell&#8217;attrice appena una settimana prima dell&#8217;inizio delle riprese è stato ufficializzato il nome della Fletcher.</p>
<p>Fonte: immagine tratta da  <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 5px solid black; margin: 3px; float: left;" src="http://www.mymovies.it/dvd/imm_ibs/z34/7321958374634.jpg" alt="Locandina del film" width="150" height="250" /></p>
<p><strong>Produzione:</strong> U.S.A.</p>
<p><strong>Anno:</strong> 1975</p>
<p><strong>Regia: </strong>Milos Forman</p>
<p><strong>Cast:</strong> Louise Fletcher, Brad Dourif, Danny DeVito, Jack Nicholson, Christopher     Lloyd, Will Sampson, Phil Roth, William Redfield, Michael Berryman, Peter Brocco, Dean R. Brooks, Alonzo Brown, Scatman Crothers, Mwako Cumbuka, William Duell, Josip Elic, Lan Fendors, Nathan George, Ken Kenny, Anjelica Huston.</p>
<p><strong>Genere:</strong> Drammatico</p>
<p><strong> Durata:</strong> 127 minuti circa</p>
<p>Trae isparazione dal romanzo omonimo di Kesey realizzato nel 1962. Lo scrittore americano, cause controversie legali non volle vedere il film e tuttora non ne è a conoscenza. Una delle pietre miliari della storia cinematografica mondiale analizza con esarcebante lucidità l&#8217;atteggiamento ignorante della società verso lo stato di malattia mentale dei suoi membri. Ieri come oggi è sempre stato difficile rendere chiaro il confine tra &#8220;pazzia&#8221; e &#8220;sanità&#8221;, &#8220;normalità&#8221; e &#8220;anormalità&#8221;.  In mezzo , una serie di regole del cosiddetto vivere civile, della buona educazione, dell&#8217;ottemperanza ai propri doveri e della mancanza di cattiveria. Ma poi, cos&#8217;è veramente questa cattiveria?  Sta forse nelle lamentele del signor McMurphy per la mancata possibilità di vedere una partita di baseball, o nell&#8217;assoluto divieto posto della Caposala Ratched attraverso un insensato gioco democratico di alzata di mano? Sta nei continui divieti imposti alla libera espressione individuale, quella atavica, di voler passare parte della giornata a divertirsi come fanno tutte le persone &#8220;normali&#8221; di questo mondo?</p>
<p>L&#8217;arrivo di McMurphy nell&#8217;Istituto è seguito da un colloquoio di presentazione con il direttore Spivey con cui manifesta dubbi costanti sul motivo per cui è finito lì dentro. Gli viene rivolto ii capo d&#8217;accusa, indisponenza al lavoro. Lui proprio non sa cosa farsene di questa imputazione, non capisce perchè tutte queste domande</p>
<p>Il Dottor Spivey gli suggerisce: &#8220;Beh, il vero motivo per cui Lei è stato mandato qui è perché vogliono che Lei sia vagliato. Per stabilire se Lei è ammalato di mente oppure no&#8221;. Le risposte sembrano troppo convincenti per poter pensare che lo sia.</p>
<p>All&#8217;interno della struttura riesce subito a fare amicizia con gli altri inquilini, si dimostra socievole, ha il vizio dell&#8217;umorismo, persino quando si avvicina ad un uomo grande e grosso con i capelli lunghi e la pella scura dei nativi indiani d&#8217;America.</p>
<p>Gioca a carte, borbotta, dimostra i primi cenni di cedimento quando rimprovera Martini di avere la testa da un&#8217;altra parte mentre sta giocando. Scommette, utilizza le sigarette come fish, vince. Qualcuno comincia a lamentare la mancanza di cicche, piange come un bambino, non soppota l&#8217;idea di non fumare. La Caposala si vede costretta a razionalizzare il loro consumo, Randall non ci sta, nasce un parapiglia con i vigilanti, pugni secchi che lo costringono a cure cautelative nel reparto agitati.</p>
<p>La partita a scacchi sul piano della tensione emotiva si alza quando propone di guardare la partita di baseball, ma viene frenato dal finto quorum proposto da Ratched o quando fugge con i proprio colleghi su di una barca rubata per trascorrere un giorno intero a pescare.</p>
<p>L&#8217;aria che tira all&#8217;interno dell&#8217;ospedale lo soffoca, sente di non essere adatto per sopravvivere a quel luogo, comincia a contare il tempo che lo separa dai sessantotto giorni previsti per la sua degenza. Il fiuto che il clima dentro il manicomio di Salem sta diventando irrespirabile diventa una certezza quando una guardia lo convince di spegnere le sue illusioni per l&#8217;uscita imminente, dato che non è lui a decidere chi deve continuare a restare o può andare.</p>
<p>Tutto si presenta più duro del solito, metterebbe a dura prova i nervi della persona più equilibrata del mondo, specialmente se addossato ad un animo caratterizzato da una spinta naturale tendenzialemente contro le regole.  S&#8217;innesca una spirale di violenza in cui è difficile capire chi eserciti più violenza, se i controllati o i controllori.</p>
<p>Centrale nell&#8217;opera è la funzione dell&#8217;istituto, micromondo alternativo al mondo di fuori dove si tenta di ispessire ancor di più le norme, cercando di limitare il problema mentale restringendo il suo campo d&#8217;azione. Così, una forza  poderosamente trasgressiva o diventa come una bolla piena di veleni pronti ad emergere fuoriuscendo dal loro contenitore  o finisce per essere schiacciata definitivamente.</p>
<p>Per McMurphy il destino sceglie la seconda strada. Messo a dura prova da continui elettroshock per calmare i suoi ripetuti scatti d&#8217;ira, il suo stato degenera a livelli vegetativi impensabili fino alla definitiva dabbenaggine a causa dell&#8217;esportazione di una parte del cranio.</p>
<p>Il finale lascia spazio alla speranza, il Grande Capo indiano sfonda la porta d&#8217;ingresso dell&#8217;istituto e fugge verso la libertà&#8230;</p>
<p>N.B. Un opera che ha conquistato cinque Oscar agli Awards del 1976, per la regia, miglior attore protagonista Jack Nicholson (alias McMurphy), Louise Fletcher (Miss Ratched), miglior film, miglior scenggiatura. Per Il ruolo di protagonista erano stati chiamati personaggi del calibro di Marlon Brando, Kirk Douglas, Gene Hackman. Per la scelta dell&#8217;attrice appena una settimana prima dell&#8217;inizio delle riprese è stato ufficializzato il nome della Fletcher.</p>
<p>Fonte: immagine tratta da  <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/08/qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Batman _ Il Cavaliere oscuro</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/batman-_-il-cavaliere-oscuro/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/batman-_-il-cavaliere-oscuro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=72</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2007/02/131/imm.jpg" alt="Locandina del film" width="200" height="250" /></p>
<p><strong>Produzione:</strong> U.S.A.</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2008</p>
<p><strong>Regia:</strong> Christopher Nolan</p>
<p><strong>Interpreti principali:</strong> Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman</p>
<p><strong>Genere: </strong>Azione</p>
<p><strong>Durata</strong>: 150 minuti crica</p>
<p> </p>
<p>La saga del multimiliardario Bruce Wayne riparte dalle ceneri lasciate per strada dalla scadente regia avveniristica e molto pop di Joel Schumacher, per prendere la rotta della dannazione oscura e delle foschissime tinte dark.</p>
<p>Mentre per Tim Burton la &#8220;regola&#8221; era il fumetto animato con i suoi personaggi multicolori, pluriformi, assurdi ed incantevoli, un jack Nicholson dal sorriso manichiano, più teatro della fantasia e meno teatro della realtà, per Nolan era meglio presentare una versione commistionata tra l&#8217;Alex dalla lingua poetica e dalla condotta &#8220;volgare&#8221;, l&#8217;archetipo punk Iggy Pop, famoso per le sue esibizioni live poco decorose, il Sid Viciuos il folle ribelle contestatore della finta ipocrisia borghese.</p>
<p>Un&#8217;identità molto chiara nelle sue intenzioni, come spiega un affermazione caratteristica di Alfred (alias Micheal Caine), il fido maggirodomo di Bruce: <em>&#8220;Certi uomini non cercano qualcosa di logico, non si possono nè comprare nè dominare, non ci si tratta, certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo&#8221;.</em></p>
<p>Questo Joker s&#8217; &#8220;ingegna&#8221; nel voler sottolineare l&#8217;assurda doppiezza dell&#8217;animo umano, spinto alla ricerca di un ordine costruito più dalla ragione che da un sentimento vero. Un&#8217;anarchico che si rispetti non ha regole, porta il caos come soluzione ultima e inevitabile dell&#8217;equilibrio. Filosofia morale come ritratto della lucida intelligenza del joker, bravo a penetrare nelle rappresentanze più alte del bene e a mettere in difficoltà il loro castello di carta.</p>
<p>Un Harvey Dent sorridente, dallo squardo sereno, sicuro di sè, il nuovo Procuratore Distrettuale di una città già contaminata da una folta schiera di bande mafiose, quelle interessate ai soldi, alla bella vita sfuggente alla legge, a tenersi alla larga da mostri con la faccia bianca e dal sorriso molto pronunciato. Sono la parte &#8220;seria&#8221; del gioco delle parti chiamato giustizia, la variabile sana che ha bisogno di una controparte altrettanto sana.</p>
<p>E&#8217; il simbolo di una rinascita per Gotham, della maggiore fiducia della gente per la forza della legge, della minore paura verso il nemico di essa, di un nuovo spirito battagliero di più coraggio. La sua cattura di metà dei criminali operanti in città è la conferma di tutto questo. Inizia una nuova era in cui non c&#8217;è bisogno dell&#8217;eroe mascherato, quel Batman nato dall&#8217;infanzia, dalla rabbia di una vita rovinata dalla delinquenza, ma che è sempre vissuto grazie ad essa.</p>
<p>Bruce Wayne/Batman viaggiano su due strade diverse, sulla medesima precaria bilancia dell&#8217;esistenza, due figure complementari dedite ad amori altrettanto differenti. Quello di Bruce per l&#8217;assistente di Harvey Rachel Dawe, aspettato a lungo, desiderato, ma possibile solo con una vita normale, senza l&#8217;ombra del suo alter ego. Quello di Batman è combattuto tra il restituire la città a suoi cittadini, il far valere i normali strumenti di lotta alla criminalità, ma nello stesso tempo di trovare un malvivente alla sua altezza. In questo caso pare averlo proprio trovato.</p>
<p>E&#8217; un nuovo lato oscuro lo scoglio cui deve fare i conti, uno squarcio nella mera cecità di presa di coscienza della propria natura, continunamente sottolineato dal mostro schizzoide che si aggira per la città. Un rapimento dopo l&#8217;altro, una morte dopo l&#8217;altra è il prezzo da pagare per la sua incapacità di svelare se stesso agli altri, per la sua ostinazione a non scendere a patti con un l&#8217;anarchico, ad accettare che per battere uno come lui deve prosi al suo stesso livello. Deve dimenticarsi delle norme, dell&#8217;idea del vivere civile, nel rispetto di tutti, deve uscire insieme all&#8217;oscurità che si porta dietro.</p>
<p>Inseguimenti, sparatorie, colpi di scena non mancano in questo secondo episodio, ma nemmeno lo sconvolgente senso di disordine che trapela da esse. Le prime scene della rapina in banca, con le maschere clownesche in atto di sciupare le riserve monetarie di una  banca controllata dalla mafia, sono l&#8217;elogio dell&#8217;imprevedibilità, della sorpresa, dato che tutti i componenti della compagnia finiscono ad uno ad uno sotto le mitragliate dei propri compagni.</p>
<p>Entusiasmante, stimolante la colonna sonora in accompagnamento delle gesta atletiche, delle situazioni offlimits, il fiuto sonoro del pericolo che si alterna a pochi, poetici silenzi, incantevoli se si tratta di quelli in cui il singolare ceffo bianco balza fuori la sua testa dai finestrini delle gazzelle lampeggianti.</p>
<p>Emblematica, ficcante l&#8217;immagine scolpita nei fotogrammi di un criminale sui generis, quando brucia lasua  montagna di soldi in cima della quale si trova il potente uomo d&#8217;affari cinese per rivendicare la sua parola: <em>&#8220;Questa città merita una classe criminale migliore. Ed io gliela darò.&#8221; </em></p>
<p>Grazie per tutto questo&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it" target="_blank">Mymovies</a> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2007/02/131/imm.jpg" alt="Locandina del film" width="200" height="250" /></p>
<p><strong>Produzione:</strong> U.S.A.</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2008</p>
<p><strong>Regia:</strong> Christopher Nolan</p>
<p><strong>Interpreti principali:</strong> Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman</p>
<p><strong>Genere: </strong>Azione</p>
<p><strong>Durata</strong>: 150 minuti crica</p>
<p> </p>
<p>La saga del multimiliardario Bruce Wayne riparte dalle ceneri lasciate per strada dalla scadente regia avveniristica e molto pop di Joel Schumacher, per prendere la rotta della dannazione oscura e delle foschissime tinte dark.</p>
<p>Mentre per Tim Burton la &#8220;regola&#8221; era il fumetto animato con i suoi personaggi multicolori, pluriformi, assurdi ed incantevoli, un jack Nicholson dal sorriso manichiano, più teatro della fantasia e meno teatro della realtà, per Nolan era meglio presentare una versione commistionata tra l&#8217;Alex dalla lingua poetica e dalla condotta &#8220;volgare&#8221;, l&#8217;archetipo punk Iggy Pop, famoso per le sue esibizioni live poco decorose, il Sid Viciuos il folle ribelle contestatore della finta ipocrisia borghese.</p>
<p>Un&#8217;identità molto chiara nelle sue intenzioni, come spiega un affermazione caratteristica di Alfred (alias Micheal Caine), il fido maggirodomo di Bruce: <em>&#8220;Certi uomini non cercano qualcosa di logico, non si possono nè comprare nè dominare, non ci si tratta, certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo&#8221;.</em></p>
<p>Questo Joker s&#8217; &#8220;ingegna&#8221; nel voler sottolineare l&#8217;assurda doppiezza dell&#8217;animo umano, spinto alla ricerca di un ordine costruito più dalla ragione che da un sentimento vero. Un&#8217;anarchico che si rispetti non ha regole, porta il caos come soluzione ultima e inevitabile dell&#8217;equilibrio. Filosofia morale come ritratto della lucida intelligenza del joker, bravo a penetrare nelle rappresentanze più alte del bene e a mettere in difficoltà il loro castello di carta.</p>
<p>Un Harvey Dent sorridente, dallo squardo sereno, sicuro di sè, il nuovo Procuratore Distrettuale di una città già contaminata da una folta schiera di bande mafiose, quelle interessate ai soldi, alla bella vita sfuggente alla legge, a tenersi alla larga da mostri con la faccia bianca e dal sorriso molto pronunciato. Sono la parte &#8220;seria&#8221; del gioco delle parti chiamato giustizia, la variabile sana che ha bisogno di una controparte altrettanto sana.</p>
<p>E&#8217; il simbolo di una rinascita per Gotham, della maggiore fiducia della gente per la forza della legge, della minore paura verso il nemico di essa, di un nuovo spirito battagliero di più coraggio. La sua cattura di metà dei criminali operanti in città è la conferma di tutto questo. Inizia una nuova era in cui non c&#8217;è bisogno dell&#8217;eroe mascherato, quel Batman nato dall&#8217;infanzia, dalla rabbia di una vita rovinata dalla delinquenza, ma che è sempre vissuto grazie ad essa.</p>
<p>Bruce Wayne/Batman viaggiano su due strade diverse, sulla medesima precaria bilancia dell&#8217;esistenza, due figure complementari dedite ad amori altrettanto differenti. Quello di Bruce per l&#8217;assistente di Harvey Rachel Dawe, aspettato a lungo, desiderato, ma possibile solo con una vita normale, senza l&#8217;ombra del suo alter ego. Quello di Batman è combattuto tra il restituire la città a suoi cittadini, il far valere i normali strumenti di lotta alla criminalità, ma nello stesso tempo di trovare un malvivente alla sua altezza. In questo caso pare averlo proprio trovato.</p>
<p>E&#8217; un nuovo lato oscuro lo scoglio cui deve fare i conti, uno squarcio nella mera cecità di presa di coscienza della propria natura, continunamente sottolineato dal mostro schizzoide che si aggira per la città. Un rapimento dopo l&#8217;altro, una morte dopo l&#8217;altra è il prezzo da pagare per la sua incapacità di svelare se stesso agli altri, per la sua ostinazione a non scendere a patti con un l&#8217;anarchico, ad accettare che per battere uno come lui deve prosi al suo stesso livello. Deve dimenticarsi delle norme, dell&#8217;idea del vivere civile, nel rispetto di tutti, deve uscire insieme all&#8217;oscurità che si porta dietro.</p>
<p>Inseguimenti, sparatorie, colpi di scena non mancano in questo secondo episodio, ma nemmeno lo sconvolgente senso di disordine che trapela da esse. Le prime scene della rapina in banca, con le maschere clownesche in atto di sciupare le riserve monetarie di una  banca controllata dalla mafia, sono l&#8217;elogio dell&#8217;imprevedibilità, della sorpresa, dato che tutti i componenti della compagnia finiscono ad uno ad uno sotto le mitragliate dei propri compagni.</p>
<p>Entusiasmante, stimolante la colonna sonora in accompagnamento delle gesta atletiche, delle situazioni offlimits, il fiuto sonoro del pericolo che si alterna a pochi, poetici silenzi, incantevoli se si tratta di quelli in cui il singolare ceffo bianco balza fuori la sua testa dai finestrini delle gazzelle lampeggianti.</p>
<p>Emblematica, ficcante l&#8217;immagine scolpita nei fotogrammi di un criminale sui generis, quando brucia lasua  montagna di soldi in cima della quale si trova il potente uomo d&#8217;affari cinese per rivendicare la sua parola: <em>&#8220;Questa città merita una classe criminale migliore. Ed io gliela darò.&#8221; </em></p>
<p>Grazie per tutto questo&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it" target="_blank">Mymovies</a> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/batman-_-il-cavaliere-oscuro/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La neve se ne frega (Luciano Ligabue)</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/la-neve-se-ne-frega-luciano-ligabue/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/la-neve-se-ne-frega-luciano-ligabue/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=70</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.ligachannel.com/?q=system/files&amp;file=lanevesenefrega.jpg" alt="Copertina del libro" width="150" height="200" />Il cuore creativo dell&#8217;artista di Correggio continua ancora a pulsare nonostante il fragile ed auspicabile declino della sua arte più raffinata, in un&#8217;opera letteraria (non la si esclude) davvero interessante.</p>
<p>Ci proiettiamo a distanza di cento anni, in un futuro non troppo lontano da quel che si può pensare, con una perdita di coscienza del passato recente, la realtà ai nostri occhi, davvero imbarazzante.</p>
<p>Tutto è sottoposto al piano Vidor, basato sulla fiducia incrollabile dei membri della società, il quale controlla le nascite, istruisce percorsi obbligatori per ognuno, determina il momento esatto in cui sarai sparato all&#8217;altro mondo.</p>
<p>E&#8217; una sorta di &#8220;senso della vita&#8221; al contrario da quello cui noi siamo abituati, in cui le fasi più elettrizzanti, i piaceri più intensi, la parte più morbida e succosa della grande polpa dell&#8217;esistenza arriva più tardi. Non tutto e subito, ma meglio dare il tempo necessario ad ogni cittadino di comprendere il sacro valore della vita, di darsi alla spremitura più totale di quella linfa irripetibile che scorre nella fascia d&#8217;età tra i quattordici e i trent&#8217;anni.</p>
<p>Così, perchè non nascer &#8220;vecchi&#8221;, sputati fuori da una medesima bolla fattrice, in compagnia della donna/uomo della propria vita?</p>
<p>Perchè non provare da subito quella nauseante sensazione di dover convivere con un corpo dalle fattezze mollicce, cascanti, quasi sparito nella sua putrescenza, sempre più assorbito da ossa deboli e stanche?</p>
<p>La miglior fortuna è non dover aspettare a lungo prima di raggiungere l&#8217;età buona per cominciare a lavorare e sentire la vecchiaia darci le spalle.</p>
<p>In questa società tutti hanno un lavoro, lo sanno ancor prima di cominciare a svolgerlo, appena sono raccolti in fasce dalle levatrici, identificati secondo una sigla.</p>
<p>DiFo sa già che troverà spazio per la sua vena artistica dirigendo la sezione fotografica all&#8217;intenro della produzione filmica, così come ViPa soddisferà la sua energica passione per le piante, dedicandosi alla vigilanza dei parchi.</p>
<p>DiFo e ViPa (o Natura) una delle tante coppie che usufruisce dei diritti e si attiene ai doveri sanciti dal Modello, il miglior strumento per garantire, o meglio cercare di farlo, la felicità agli individui.</p>
<p>Per ciascun individuo è abbinato/a una partner, ma è anche dovere di essi compiere un numero stabilito di adulteri, con l&#8217;obiettivo di contruibuire all&#8217;equilibrio della coppia. Gli esperti del piano, archivato nella loro coscienza il disincanto per una vita vissuta senza eccessi o esperienze borderline, dannosi per il mantenimento del desiderio, hanno cancellato ogni possibile ricordo della concezione di famiglia, mamma, papà, figlio.</p>
<p>La popolazione mondiale si aggira sui trenta milioni, nè più nè meno, non tende ad aumentare ne a diminuire. Tutta lo loro vita è sottoposta al controllo di microcamere, versione modernizzata dell&#8217;occhio invisibile del Grande Fratello di memoria orwelliana, con sistemi di allarme in caso di emergenze sanitarie o di tipo giuridico.</p>
<p>I tassi di sucidio e di mortalità restano piuttosto bassi, aggirandosi intorno allo zero senza mai raggiungerlo effettivamente. Ma, l&#8217;indole umana resta sempre la stessa e la capicità di uscire dagli schemi anche. Capita che DiFo non resista alle provocazioni di un acerbo regista sessantenne sugli adulteri della sua compagna, un pugno di troppo e il provvedimento provvisorio scatta inesorabilmente.</p>
<p>Ma succede anche peggio, uno strano rigonfiamento dell&#8217;addome di Natura crea scompiglio e le immediate preoccupazioni del Consiglio di Sicurezza Distrettuale. Un evento mai conosciuto prima, o forse dimenticato tempo fa, insinua la fede verso una banalissima disfunzione ormonale la cui pronta soluzione risiede nell&#8217;intervento chirurgico di un detenuto dell&#8217;Opal.</p>
<p>Il quadro non torna, cinque anni dopo si ripresenta la &#8220;disfunzione&#8221;, ma stavolta non sono gli esperti a curarla&#8230;</p>
<p>Una narrazione che scorre sul filo della curiosità per un mondo partorito dalla fantasia del rocker di Correggio, tra domande, dubbi dei protagonisti, risposte degli esperti e paragoni non proprio infelici con la nostra &#8220;vita a senso unico&#8221;.</p>
<p>Una punteggiatura troppo marcata è la cifra stilistica dell&#8217;artista abtuato ai riff grezzi e pieni di carica energetica delle sue creature musicali, ricchi di sostanza e di poca forma.</p>
<p>Una distorsione delle melodie più pure che si ritrova nel fluire lento ed inpacciato di una grammatica in continua tosse, presa da sbalzi di umore, di pause improvvise. Periodi semplici, ridotti all&#8217;ossatura formale per non far vedere al lettore altro che la loro struttura semantica. Soggetti, verbi, complementi s&#8217;intrecciano dando vita ad un discorso il meno possibile complesso. E&#8217; questo e basta, anche se non è d&#8217;accordo chi legge.</p>
<p>Stimolante l&#8217;idea, meno artistico il risultato.</p>
<p> </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="LigaChannel" href="http://www.ligachannel.com/" target="_blank">LigaChannel</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.ligachannel.com/?q=system/files&amp;file=lanevesenefrega.jpg" alt="Copertina del libro" width="150" height="200" />Il cuore creativo dell&#8217;artista di Correggio continua ancora a pulsare nonostante il fragile ed auspicabile declino della sua arte più raffinata, in un&#8217;opera letteraria (non la si esclude) davvero interessante.</p>
<p>Ci proiettiamo a distanza di cento anni, in un futuro non troppo lontano da quel che si può pensare, con una perdita di coscienza del passato recente, la realtà ai nostri occhi, davvero imbarazzante.</p>
<p>Tutto è sottoposto al piano Vidor, basato sulla fiducia incrollabile dei membri della società, il quale controlla le nascite, istruisce percorsi obbligatori per ognuno, determina il momento esatto in cui sarai sparato all&#8217;altro mondo.</p>
<p>E&#8217; una sorta di &#8220;senso della vita&#8221; al contrario da quello cui noi siamo abituati, in cui le fasi più elettrizzanti, i piaceri più intensi, la parte più morbida e succosa della grande polpa dell&#8217;esistenza arriva più tardi. Non tutto e subito, ma meglio dare il tempo necessario ad ogni cittadino di comprendere il sacro valore della vita, di darsi alla spremitura più totale di quella linfa irripetibile che scorre nella fascia d&#8217;età tra i quattordici e i trent&#8217;anni.</p>
<p>Così, perchè non nascer &#8220;vecchi&#8221;, sputati fuori da una medesima bolla fattrice, in compagnia della donna/uomo della propria vita?</p>
<p>Perchè non provare da subito quella nauseante sensazione di dover convivere con un corpo dalle fattezze mollicce, cascanti, quasi sparito nella sua putrescenza, sempre più assorbito da ossa deboli e stanche?</p>
<p>La miglior fortuna è non dover aspettare a lungo prima di raggiungere l&#8217;età buona per cominciare a lavorare e sentire la vecchiaia darci le spalle.</p>
<p>In questa società tutti hanno un lavoro, lo sanno ancor prima di cominciare a svolgerlo, appena sono raccolti in fasce dalle levatrici, identificati secondo una sigla.</p>
<p>DiFo sa già che troverà spazio per la sua vena artistica dirigendo la sezione fotografica all&#8217;intenro della produzione filmica, così come ViPa soddisferà la sua energica passione per le piante, dedicandosi alla vigilanza dei parchi.</p>
<p>DiFo e ViPa (o Natura) una delle tante coppie che usufruisce dei diritti e si attiene ai doveri sanciti dal Modello, il miglior strumento per garantire, o meglio cercare di farlo, la felicità agli individui.</p>
<p>Per ciascun individuo è abbinato/a una partner, ma è anche dovere di essi compiere un numero stabilito di adulteri, con l&#8217;obiettivo di contruibuire all&#8217;equilibrio della coppia. Gli esperti del piano, archivato nella loro coscienza il disincanto per una vita vissuta senza eccessi o esperienze borderline, dannosi per il mantenimento del desiderio, hanno cancellato ogni possibile ricordo della concezione di famiglia, mamma, papà, figlio.</p>
<p>La popolazione mondiale si aggira sui trenta milioni, nè più nè meno, non tende ad aumentare ne a diminuire. Tutta lo loro vita è sottoposta al controllo di microcamere, versione modernizzata dell&#8217;occhio invisibile del Grande Fratello di memoria orwelliana, con sistemi di allarme in caso di emergenze sanitarie o di tipo giuridico.</p>
<p>I tassi di sucidio e di mortalità restano piuttosto bassi, aggirandosi intorno allo zero senza mai raggiungerlo effettivamente. Ma, l&#8217;indole umana resta sempre la stessa e la capicità di uscire dagli schemi anche. Capita che DiFo non resista alle provocazioni di un acerbo regista sessantenne sugli adulteri della sua compagna, un pugno di troppo e il provvedimento provvisorio scatta inesorabilmente.</p>
<p>Ma succede anche peggio, uno strano rigonfiamento dell&#8217;addome di Natura crea scompiglio e le immediate preoccupazioni del Consiglio di Sicurezza Distrettuale. Un evento mai conosciuto prima, o forse dimenticato tempo fa, insinua la fede verso una banalissima disfunzione ormonale la cui pronta soluzione risiede nell&#8217;intervento chirurgico di un detenuto dell&#8217;Opal.</p>
<p>Il quadro non torna, cinque anni dopo si ripresenta la &#8220;disfunzione&#8221;, ma stavolta non sono gli esperti a curarla&#8230;</p>
<p>Una narrazione che scorre sul filo della curiosità per un mondo partorito dalla fantasia del rocker di Correggio, tra domande, dubbi dei protagonisti, risposte degli esperti e paragoni non proprio infelici con la nostra &#8220;vita a senso unico&#8221;.</p>
<p>Una punteggiatura troppo marcata è la cifra stilistica dell&#8217;artista abtuato ai riff grezzi e pieni di carica energetica delle sue creature musicali, ricchi di sostanza e di poca forma.</p>
<p>Una distorsione delle melodie più pure che si ritrova nel fluire lento ed inpacciato di una grammatica in continua tosse, presa da sbalzi di umore, di pause improvvise. Periodi semplici, ridotti all&#8217;ossatura formale per non far vedere al lettore altro che la loro struttura semantica. Soggetti, verbi, complementi s&#8217;intrecciano dando vita ad un discorso il meno possibile complesso. E&#8217; questo e basta, anche se non è d&#8217;accordo chi legge.</p>
<p>Stimolante l&#8217;idea, meno artistico il risultato.</p>
<p> </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="LigaChannel" href="http://www.ligachannel.com/" target="_blank">LigaChannel</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/la-neve-se-ne-frega-luciano-ligabue/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Lussuria</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/lussuria/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/lussuria/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=68</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2007/07/059/imm.jpg" alt="Locandina" width="150" height="212" /></p>
<p><strong>Produzione:</strong> Cina, USA</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2007</p>
<p><strong>Regista:</strong> Ang Lee</p>
<p><strong>Cast</strong>: Tony Leung, Joan Chen, Lee-Hom Wang, Tang Wei, Wang Leehom</p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=13926"></a><strong>Genere:</strong> Drammatico</p>
<p><strong>Durata</strong>: 160 minuti circa</p>
<p> </p>
<p>Il plurivincitore Ang Lee (4 oscar per &#8220;La tigre e il dragone&#8221;, un leone d&#8217;oro e tre oscar per &#8220;I segreti di Brokeback Mountain&#8221;) torna con una nuova avvincente pellicola, impregnata di scandalo.</p>
<p>In una Shangai del 1942 sconvolta dalla colonizzazione giapponese, un gruppo di ragazzi frequentanti la stessa compagnia teatrale sono animati da una vigorosa volontà di riscatto patriottica.</p>
<p>Fa parte del gruppo Wang Jiazhi, giovane studentessa universitaria incaricata dalla resistenza di entrare nelle grazie del nemico Yee, un politico corrotto al soldo dei rivali giapponesi il cui l&#8217;obiettivo è quello di mantenere una &#8220;pace&#8221; apparente, un armistizio destinato a svanire presto con l&#8217;arrivo degli americani.</p>
<p>Uno stralcio della partita a Mahjong dove le donne discutono, scherzano, creano un&#8217;alchimia solidale, si danno consigli, si prestano abiti e infomazioni sui negozi della città. Il loro angolo di pace lontani dalle grinfie dei rispettivi mariti.</p>
<p>Un quartiere popolare sede del governo collaborazionista, le prime telefonate in un elegante caffè della Wang, uno dei punti di ritrovo dei militanti, il dietro le quinte che si differenzia dal palcoscenico dei salotti buoni, delle passeggiate aristocratiche nei negozi, delle cene a casa delle &#8220;amiche&#8221;.</p>
<p>La giovane si cala molto bene nella parte, già dagli sguardi nascosti e penetranti del sign. Yee s&#8217;accorge che la sua strada comincia in discesa. Gli occhi infuocati dell&#8217;uomo non appena incrocia i suoi fanno scattare una primordiale scintilla.</p>
<p>Ma si può dir nulla di tutto ciò se paragonato all&#8217;incredibile turbolenza corporale, all&#8217;ardore vivo delle effusioni, al profumo delle pelli che inebriano la mente protandola in uno stato di trance e lasciando fuoriuscire tutta la pulsione creativa e &#8220;distruttiva&#8221; dell&#8217;animale.</p>
<p>Sono le eccitanti, stimolanti, vibranti scene di sesso a costruire il pathos necessario per calamitare l&#8217;attenzione di uno spettatore distrutto psicologicamente dai primi tre quarti d&#8217;ora di una scenggiatura sospesa, indecisa su quale direzione prendere, quale senso andare a colpire.</p>
<p>Dal momento della loro unione simbiotica, le prove di Tony Leung e Wai Tang assumono due impronte nette e precise, ci trasferiscono l&#8217;intensità e la spontanietà dei loro gesti, indirizzano il racconto nella matassa principale, complicatissima da slegare.</p>
<p>Farsi prendere dalla passione più soffocante, dedicare anima e corpo ad una persona, tormentarsi per sentirla vicina, oppure cedere al sentimento di alta riconoscenza verso la propria Nazione combattendo al suo fianco in una resistenza?</p>
<p>In una Nazione dove non v&#8217;è pietà per i traditori, dove si dimostra che lo spirito nazionale non è solo appannaggio dei Giapponesi, dove se &#8220;pugnali&#8221; qualcuno alle spalle riceverai la stessa moneta o una pena più alta, come la morte, non sembra affatto semplice scegliere&#8230; </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2007/07/059/imm.jpg" alt="Locandina" width="150" height="212" /></p>
<p><strong>Produzione:</strong> Cina, USA</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2007</p>
<p><strong>Regista:</strong> Ang Lee</p>
<p><strong>Cast</strong>: Tony Leung, Joan Chen, Lee-Hom Wang, Tang Wei, Wang Leehom</p>
<p><a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=13926"></a><strong>Genere:</strong> Drammatico</p>
<p><strong>Durata</strong>: 160 minuti circa</p>
<p> </p>
<p>Il plurivincitore Ang Lee (4 oscar per &#8220;La tigre e il dragone&#8221;, un leone d&#8217;oro e tre oscar per &#8220;I segreti di Brokeback Mountain&#8221;) torna con una nuova avvincente pellicola, impregnata di scandalo.</p>
<p>In una Shangai del 1942 sconvolta dalla colonizzazione giapponese, un gruppo di ragazzi frequentanti la stessa compagnia teatrale sono animati da una vigorosa volontà di riscatto patriottica.</p>
<p>Fa parte del gruppo Wang Jiazhi, giovane studentessa universitaria incaricata dalla resistenza di entrare nelle grazie del nemico Yee, un politico corrotto al soldo dei rivali giapponesi il cui l&#8217;obiettivo è quello di mantenere una &#8220;pace&#8221; apparente, un armistizio destinato a svanire presto con l&#8217;arrivo degli americani.</p>
<p>Uno stralcio della partita a Mahjong dove le donne discutono, scherzano, creano un&#8217;alchimia solidale, si danno consigli, si prestano abiti e infomazioni sui negozi della città. Il loro angolo di pace lontani dalle grinfie dei rispettivi mariti.</p>
<p>Un quartiere popolare sede del governo collaborazionista, le prime telefonate in un elegante caffè della Wang, uno dei punti di ritrovo dei militanti, il dietro le quinte che si differenzia dal palcoscenico dei salotti buoni, delle passeggiate aristocratiche nei negozi, delle cene a casa delle &#8220;amiche&#8221;.</p>
<p>La giovane si cala molto bene nella parte, già dagli sguardi nascosti e penetranti del sign. Yee s&#8217;accorge che la sua strada comincia in discesa. Gli occhi infuocati dell&#8217;uomo non appena incrocia i suoi fanno scattare una primordiale scintilla.</p>
<p>Ma si può dir nulla di tutto ciò se paragonato all&#8217;incredibile turbolenza corporale, all&#8217;ardore vivo delle effusioni, al profumo delle pelli che inebriano la mente protandola in uno stato di trance e lasciando fuoriuscire tutta la pulsione creativa e &#8220;distruttiva&#8221; dell&#8217;animale.</p>
<p>Sono le eccitanti, stimolanti, vibranti scene di sesso a costruire il pathos necessario per calamitare l&#8217;attenzione di uno spettatore distrutto psicologicamente dai primi tre quarti d&#8217;ora di una scenggiatura sospesa, indecisa su quale direzione prendere, quale senso andare a colpire.</p>
<p>Dal momento della loro unione simbiotica, le prove di Tony Leung e Wai Tang assumono due impronte nette e precise, ci trasferiscono l&#8217;intensità e la spontanietà dei loro gesti, indirizzano il racconto nella matassa principale, complicatissima da slegare.</p>
<p>Farsi prendere dalla passione più soffocante, dedicare anima e corpo ad una persona, tormentarsi per sentirla vicina, oppure cedere al sentimento di alta riconoscenza verso la propria Nazione combattendo al suo fianco in una resistenza?</p>
<p>In una Nazione dove non v&#8217;è pietà per i traditori, dove si dimostra che lo spirito nazionale non è solo appannaggio dei Giapponesi, dove se &#8220;pugnali&#8221; qualcuno alle spalle riceverai la stessa moneta o una pena più alta, come la morte, non sembra affatto semplice scegliere&#8230; </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/lussuria/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Chi comanda la vita?</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/chi-comanda-la-vita/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/chi-comanda-la-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=67</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://files.splinder.com/e699c496d03ceab5f2f0092e267216df.jpeg" alt="Eluana Englaro" width="181" height="240" />di ieri de La Stampa mi sono soffermato con attenzione ad un articoletto di fondo a pag. 13 in cui viene posto alla luce il dibattito tra il cardinale Bagnasco, Presidente della CEI e il padre di Eluana Englaro, la ragazza che si è trovata a &#8220;vivere&#8221; per quindici anni in uno stato vegetativo permanente grazie all&#8217;alimentazione di una macchina artificiale.</p>
<p>Da quel lontano 18 Gennaio 1992,  quell&#8217;incidente  con la sua vettura ridotta a rottami a seguito di uno schianto contro un muro nei pressi di Lecco, è iniziato un lungo calvario per la giovane.</p>
<p>I vari tentativi dei familiari di porre fine all&#8217;artefatto rifornimento biologico non hanno avuto buon esito. Il dolore per l&#8217;impossibilità di rispettare la volontà della figlia di non continuare la sua &#8220;esistenza&#8221;, di riacquistare un briciolo di dignità da una condizione che ne concedeva ben poca, di avere la  gioia di percepire il mondo e le sue bellezze sta per raggiungere i limiti di sopportazione.</p>
<p>Così il ricorso alla Procura della Repubblica di Milano è stato presentato e con esso l&#8217;eventualità di trovare una linea di vedute comeune dalla più grande Istituzione morale del mondo, quella Chiesa di Roma, impersonificata dall&#8217;arcivescovo di Genova Bagnasco, preoccupata di come la situazione abbia preso binari di irragionevolezza e di mancato rispetto per la vita.</p>
<p><img class="alignright" style="float: right; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a5/Bishop_Angelo_Bagnasco_%282005%29.jpg/250px-Bishop_Angelo_Bagnasco_%282005%29.jpg" alt="Angelo Bagnasco" width="200" height="275" />Nelle sue testuali parole c&#8217;è il rischio di una &#8220;consumazione di una vita per sentenza&#8221;, nonostante dichiari il dovere di partecipare all&#8217;afflizione che colpisce sempre più la famiglia della ragazza.</p>
<p>Non si fanno attendere le repliche del padre di Eluana, il quale afferma come &#8220;questa situazione è stata creata clinicamente e se ne deve uscire clinicamente&#8221;, secondo l&#8217;idea che la natura deve fare il suo corso.</p>
<p>Il paragone dello stato di Eluana a quello di un bambino che ha bisogno di mangiare e di bere non pare sia stato felice da parte dell&#8217;Arcivescovo di Genova. Le circostanze sono differenti, ivi si tratta di un ricorso riguardo alle cure mediche da apportare alla giovane, non ad un&#8217;eutanasia, rifutate perchè viste in un contesto di accanimento terapeutico. In definitiva si tratta di dare una mano ad una &#8220;vita&#8221; già messa in ginocchio, in uno stato più doloroso del coma, più prossimo alla morte, cui ulteriori misure terapeutiche potrebbero portare a un risultato inefficace.</p>
<p>Non si è fatta attendere la mozione dall&#8217;onorevole Francesco Cossiga, firmata a ruota da esponenti del Pdl, dell&#8217;Udc e della Lega. C&#8217;è la preoccupazione che la Magistratura possa voler legiferare su di un tema così delicato invece di lasciare il compito a chi ne è autorizzato.</p>
<p>Mi viene da chiedermi: &#8220;Qual&#8217;è il confine tra la vita e la morte? Come si può dipanare filosoficamente una questione così delicata, in cui è sottile il rapporto tra le parti così come labili sono le ragioni sia dall&#8217;una che dall&#8217;altra sponda?&#8221;</p>
<p>Meglio privilegiare la natura, il corso della vita con le sue disgrazie, le sue perdite o intervenire artificialmente con macchine che forniscono idratazione ad un corpo biologicamente finito? </p>
<p>Ma poi non è un po&#8217; strano pensare di poter garantire la sussistenza di una persona quando essa senza l&#8217;intervento di agenti esterni che non riguardano il normale ciclo di respirazione organica presente in ciascuno di noi, sarebbero &#8220;morti&#8221;?</p>
<p>La vita è unica perchè viene da ciascuno di noi e verso ciascuno di noi che essa deve fare capolino. Noi siamo la sorgente di noi stessi, non deriviamo da fonti alternative. Quando cessiamo di rifornire il nostro io, l&#8217;involucro di carne, di quelle parti necessarie per mantenersi in contatto con il mondo finiamo di vivere.</p>
<p>Poi, la morte naturale di un individuo non è dovuta al mancato funzionamento di funzioni fisiologiche? Il soffio vitale, l&#8217;anima, come gli stessi fedeli ammetteranno,  persiste anche dopo l&#8217;esistenza terrena. Perchè allora costringerla a rimanere ingabbiata in uno pseudo-contenitore di carne ormai putrefatto dalle anomalie del sistema cardiocircolatorio, incapace persino di rendere soddisfabili i bisogni primari?</p>
<p>E&#8217; un tema troppo difficile per cui non sono sicuro di non aver detto delle inesattezze o aver trapelato incoerenza nei mie ragionamenti.</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa,  Mercoledì 16 Luglio 2008 </strong></p>
<p>Immagine n°1: Eluana Englaro da <a title="Sul caso Di Eluana" href="http://www.zadig.it/speciali/ee/" target="_blank">www.zadig.it</a></p>
<p>Immagine n°2: Angelo Bagnasco da<a title="Conosci il personaggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Bagnasco" target="_blank"> it.wikipedia.org</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://files.splinder.com/e699c496d03ceab5f2f0092e267216df.jpeg" alt="Eluana Englaro" width="181" height="240" />di ieri de La Stampa mi sono soffermato con attenzione ad un articoletto di fondo a pag. 13 in cui viene posto alla luce il dibattito tra il cardinale Bagnasco, Presidente della CEI e il padre di Eluana Englaro, la ragazza che si è trovata a &#8220;vivere&#8221; per quindici anni in uno stato vegetativo permanente grazie all&#8217;alimentazione di una macchina artificiale.</p>
<p>Da quel lontano 18 Gennaio 1992,  quell&#8217;incidente  con la sua vettura ridotta a rottami a seguito di uno schianto contro un muro nei pressi di Lecco, è iniziato un lungo calvario per la giovane.</p>
<p>I vari tentativi dei familiari di porre fine all&#8217;artefatto rifornimento biologico non hanno avuto buon esito. Il dolore per l&#8217;impossibilità di rispettare la volontà della figlia di non continuare la sua &#8220;esistenza&#8221;, di riacquistare un briciolo di dignità da una condizione che ne concedeva ben poca, di avere la  gioia di percepire il mondo e le sue bellezze sta per raggiungere i limiti di sopportazione.</p>
<p>Così il ricorso alla Procura della Repubblica di Milano è stato presentato e con esso l&#8217;eventualità di trovare una linea di vedute comeune dalla più grande Istituzione morale del mondo, quella Chiesa di Roma, impersonificata dall&#8217;arcivescovo di Genova Bagnasco, preoccupata di come la situazione abbia preso binari di irragionevolezza e di mancato rispetto per la vita.</p>
<p><img class="alignright" style="float: right; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a5/Bishop_Angelo_Bagnasco_%282005%29.jpg/250px-Bishop_Angelo_Bagnasco_%282005%29.jpg" alt="Angelo Bagnasco" width="200" height="275" />Nelle sue testuali parole c&#8217;è il rischio di una &#8220;consumazione di una vita per sentenza&#8221;, nonostante dichiari il dovere di partecipare all&#8217;afflizione che colpisce sempre più la famiglia della ragazza.</p>
<p>Non si fanno attendere le repliche del padre di Eluana, il quale afferma come &#8220;questa situazione è stata creata clinicamente e se ne deve uscire clinicamente&#8221;, secondo l&#8217;idea che la natura deve fare il suo corso.</p>
<p>Il paragone dello stato di Eluana a quello di un bambino che ha bisogno di mangiare e di bere non pare sia stato felice da parte dell&#8217;Arcivescovo di Genova. Le circostanze sono differenti, ivi si tratta di un ricorso riguardo alle cure mediche da apportare alla giovane, non ad un&#8217;eutanasia, rifutate perchè viste in un contesto di accanimento terapeutico. In definitiva si tratta di dare una mano ad una &#8220;vita&#8221; già messa in ginocchio, in uno stato più doloroso del coma, più prossimo alla morte, cui ulteriori misure terapeutiche potrebbero portare a un risultato inefficace.</p>
<p>Non si è fatta attendere la mozione dall&#8217;onorevole Francesco Cossiga, firmata a ruota da esponenti del Pdl, dell&#8217;Udc e della Lega. C&#8217;è la preoccupazione che la Magistratura possa voler legiferare su di un tema così delicato invece di lasciare il compito a chi ne è autorizzato.</p>
<p>Mi viene da chiedermi: &#8220;Qual&#8217;è il confine tra la vita e la morte? Come si può dipanare filosoficamente una questione così delicata, in cui è sottile il rapporto tra le parti così come labili sono le ragioni sia dall&#8217;una che dall&#8217;altra sponda?&#8221;</p>
<p>Meglio privilegiare la natura, il corso della vita con le sue disgrazie, le sue perdite o intervenire artificialmente con macchine che forniscono idratazione ad un corpo biologicamente finito? </p>
<p>Ma poi non è un po&#8217; strano pensare di poter garantire la sussistenza di una persona quando essa senza l&#8217;intervento di agenti esterni che non riguardano il normale ciclo di respirazione organica presente in ciascuno di noi, sarebbero &#8220;morti&#8221;?</p>
<p>La vita è unica perchè viene da ciascuno di noi e verso ciascuno di noi che essa deve fare capolino. Noi siamo la sorgente di noi stessi, non deriviamo da fonti alternative. Quando cessiamo di rifornire il nostro io, l&#8217;involucro di carne, di quelle parti necessarie per mantenersi in contatto con il mondo finiamo di vivere.</p>
<p>Poi, la morte naturale di un individuo non è dovuta al mancato funzionamento di funzioni fisiologiche? Il soffio vitale, l&#8217;anima, come gli stessi fedeli ammetteranno,  persiste anche dopo l&#8217;esistenza terrena. Perchè allora costringerla a rimanere ingabbiata in uno pseudo-contenitore di carne ormai putrefatto dalle anomalie del sistema cardiocircolatorio, incapace persino di rendere soddisfabili i bisogni primari?</p>
<p>E&#8217; un tema troppo difficile per cui non sono sicuro di non aver detto delle inesattezze o aver trapelato incoerenza nei mie ragionamenti.</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa,  Mercoledì 16 Luglio 2008 </strong></p>
<p>Immagine n°1: Eluana Englaro da <a title="Sul caso Di Eluana" href="http://www.zadig.it/speciali/ee/" target="_blank">www.zadig.it</a></p>
<p>Immagine n°2: Angelo Bagnasco da<a title="Conosci il personaggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Bagnasco" target="_blank"> it.wikipedia.org</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>  </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/chi-comanda-la-vita/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nessuno accusi la storia!</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/nessuno-accusi-la-storia/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/nessuno-accusi-la-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=65</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://bp3.blogger.com/_-VTuvtS5VEg/Rz9UB5Bn1wI/AAAAAAAAANg/XDuBOzcpdh8/s400/genova2007.jpg" alt="Una grande massa a rappresentare la storia" width="400" height="266" />Avete mai desiderato, voi tifosi del Siena, voi fan dell&#8217;Atalanta, voi supporters del Parma, più che simpatizzanti di Reggina, Messina, Palermo, Empoli, Pescara, fedeli sostenitori di Genoa e Torino, vedere la propria squadra del cuore, quella a cui donate tutta la vostra passione senza chiedere in cambio altro che onore, poter vincere lo scudetto o la Champions League.</p>
<p>Avete mai pensato che il conto con chi amate dovrebbe essere rinsaldato o almeno fatto carico di possibilità più bellicose che un posto in Uefa o la permanenza nella massima categoria?</p>
<p>Chiudendo gli occhi e riflettendo un minuto (ne bastano anche meno) arriverete a dire di sì, poi a cominciare a infangare i grandi club e la loro politica da &#8220;mangiatutto&#8221;, caterpiller del mercato.</p>
<p>Ma vi siete chiesti come mai negli Stati Uniti, prendiamo il basket, questa continua tripartizione su modello italiano, bipartizione su quello spagnolo (solo quello inglese regala qualche incertezza con l&#8217;asso Chelsea calato da Abramovich) sembra non esistere?</p>
<p>La lampante evidenza che a vincere non sono sempre i blasonatissimi Celtics, o i Los Angeles Lakers, da tralasciare quest&#8217;anno, ci sono una serie di squadre non molto distanti tra cui i Chicago Bulls.  Chi non si ricorda i successi più recenti ottenuti con il migliore giocatore di tutti i tempi, Micheal Jordan con largo consenso da far gridare all&#8217;unanimità.</p>
<p>Esiste un sistema diverso, anche là sono presenti i quattrini, in quantitativi maggiori rispetto alla nostra tanto deprecata italia calcistica. Tra contratti per le prestazioni atletiche ( il più pagato Kobe Bryant arriva a 33 milioni di dollari) e pubblicità, in una Nazione che punta molto sull&#8217;immagine, si arriva a raggiungere i 100 milioni di dollari. </p>
<p>Ma quel che fa specie è la presenza dei draft, un sistema di scelta che regola la selezione di giocatori non professionisti provenienti da campionati universitari o professionisti da leghe straniere. Ci sono delle priorità, la squadra che ha ottenuto il peggior piazzamento nel campionato appena trascorso ha il diritto di effettuare la prima scelta, cogliendo la ghiottosissima opportunità di portarsi a casa il maggiro talento in circolazione. La logica di prendere il miglior protagonista nelle stagioni NCAA non paga sempre, però è un idea interessante per mescolare i valori e rialzare una bilancia troppo inclinata da una sponda.</p>
<p>Oltre a questo c&#8217;è un elemento fondamentale che scaturisce direttamente a monte, nelle cime di una mentalità yankee che non ammette subordinazioni alla storia, ubbidienza alle sue tradizioni come legge piovuta dal cielo. &#8220;La storia siamo noi&#8221;, &#8220;People has the power of the future&#8221; si sente esclamare ad ogni inizio di trasmissione della CNN, uno dei tg più seguiti del globo terracqueo. Si respira pervicacemente una visione antropocentrica del mondo, della fiducia nelle potenzialità umane in ogni campo, non escludendo quello sportivo. Si difetta nella presa di posizione di un limite, ed è anche questo uno dei segreti del loro successo.</p>
<p>Se Michael Jordan non avesse avuto il carattere e la determinazione per soddisfare la sua voglia di emergere a quest&#8217;ora potrebbe fare lo stesso mestiere del padre, dato che gli studi non li ha terminati. Comunque non si può tralasciare la sua altezza, aumentata di ben dieci centimetri nel giro di un anno non per il frutto di un allungamento chirurgico, ma per il buon viatico aperto da una natura altresì generosa.</p>
<p>Invece, Ronaldihno non si accontenta di andare via dal Barcellona con il campionato spagnolo, una Champions League, un titolo di Campione del mondo per club, conquistati a pieno merito per carità, per cacciarsi in un&#8217;avventura più difficile, un percorso con ostacoli più ostici, da prova vera per un campione vero. A tutto questo, al Manchester City che offre un ingaggio più alto e molti più danari lui dice no.</p>
<p>L&#8217;Italia è la sua meta, la maglia a strisce rossonere il suo nuovo regalo, il plurititolato e affermato club di via Turati lo scagiona da ongi velleità suicide in una squadretta che ha vinto solo due campionati inglesi nella sua storia e una Coppa delle Coppe in ambito estero.</p>
<p>Come chiedere: &#8220;Cos&#8217;ha vinto quella squadra?&#8221;. &#8220;Be&#8217; è il club più titolato al mondo, non c&#8217;è male&#8230;&#8221;</p>
<p>Storia, agli ordini! Non si discute, le probabilità di vincere trofei importanti sono altissime, non si sprecano occasioni del genere, preziosissime. Al diavolo la sfida, il misurarsi con una relatà che vuole emergere. Con questo non voglio criticare una scelta legittima e logica di una qualunque persona che arguisce una certa furbizia.</p>
<p>Non è forse il caso di mettere dei paletti, delle misure costrittive che limitano le possibilità di scegliere secondo privilegi di selezione. Prima di arrivare a questo deve giungere alla gente il pensiero che noi siamo gli artefici dle nostro futuro, noi abbiamo fatto la storia, noi possiamo oscurarla e farla cambiare di contenuti&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Fonte : <a href="http://interlinealaradiofralerighe.blogspot.com/2007/11/genova-17-novembre-la-storia-siamo-noi.html" target="_blank">Interlinearadiofralerighe.blogspot.com</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://bp3.blogger.com/_-VTuvtS5VEg/Rz9UB5Bn1wI/AAAAAAAAANg/XDuBOzcpdh8/s400/genova2007.jpg" alt="Una grande massa a rappresentare la storia" width="400" height="266" />Avete mai desiderato, voi tifosi del Siena, voi fan dell&#8217;Atalanta, voi supporters del Parma, più che simpatizzanti di Reggina, Messina, Palermo, Empoli, Pescara, fedeli sostenitori di Genoa e Torino, vedere la propria squadra del cuore, quella a cui donate tutta la vostra passione senza chiedere in cambio altro che onore, poter vincere lo scudetto o la Champions League.</p>
<p>Avete mai pensato che il conto con chi amate dovrebbe essere rinsaldato o almeno fatto carico di possibilità più bellicose che un posto in Uefa o la permanenza nella massima categoria?</p>
<p>Chiudendo gli occhi e riflettendo un minuto (ne bastano anche meno) arriverete a dire di sì, poi a cominciare a infangare i grandi club e la loro politica da &#8220;mangiatutto&#8221;, caterpiller del mercato.</p>
<p>Ma vi siete chiesti come mai negli Stati Uniti, prendiamo il basket, questa continua tripartizione su modello italiano, bipartizione su quello spagnolo (solo quello inglese regala qualche incertezza con l&#8217;asso Chelsea calato da Abramovich) sembra non esistere?</p>
<p>La lampante evidenza che a vincere non sono sempre i blasonatissimi Celtics, o i Los Angeles Lakers, da tralasciare quest&#8217;anno, ci sono una serie di squadre non molto distanti tra cui i Chicago Bulls.  Chi non si ricorda i successi più recenti ottenuti con il migliore giocatore di tutti i tempi, Micheal Jordan con largo consenso da far gridare all&#8217;unanimità.</p>
<p>Esiste un sistema diverso, anche là sono presenti i quattrini, in quantitativi maggiori rispetto alla nostra tanto deprecata italia calcistica. Tra contratti per le prestazioni atletiche ( il più pagato Kobe Bryant arriva a 33 milioni di dollari) e pubblicità, in una Nazione che punta molto sull&#8217;immagine, si arriva a raggiungere i 100 milioni di dollari. </p>
<p>Ma quel che fa specie è la presenza dei draft, un sistema di scelta che regola la selezione di giocatori non professionisti provenienti da campionati universitari o professionisti da leghe straniere. Ci sono delle priorità, la squadra che ha ottenuto il peggior piazzamento nel campionato appena trascorso ha il diritto di effettuare la prima scelta, cogliendo la ghiottosissima opportunità di portarsi a casa il maggiro talento in circolazione. La logica di prendere il miglior protagonista nelle stagioni NCAA non paga sempre, però è un idea interessante per mescolare i valori e rialzare una bilancia troppo inclinata da una sponda.</p>
<p>Oltre a questo c&#8217;è un elemento fondamentale che scaturisce direttamente a monte, nelle cime di una mentalità yankee che non ammette subordinazioni alla storia, ubbidienza alle sue tradizioni come legge piovuta dal cielo. &#8220;La storia siamo noi&#8221;, &#8220;People has the power of the future&#8221; si sente esclamare ad ogni inizio di trasmissione della CNN, uno dei tg più seguiti del globo terracqueo. Si respira pervicacemente una visione antropocentrica del mondo, della fiducia nelle potenzialità umane in ogni campo, non escludendo quello sportivo. Si difetta nella presa di posizione di un limite, ed è anche questo uno dei segreti del loro successo.</p>
<p>Se Michael Jordan non avesse avuto il carattere e la determinazione per soddisfare la sua voglia di emergere a quest&#8217;ora potrebbe fare lo stesso mestiere del padre, dato che gli studi non li ha terminati. Comunque non si può tralasciare la sua altezza, aumentata di ben dieci centimetri nel giro di un anno non per il frutto di un allungamento chirurgico, ma per il buon viatico aperto da una natura altresì generosa.</p>
<p>Invece, Ronaldihno non si accontenta di andare via dal Barcellona con il campionato spagnolo, una Champions League, un titolo di Campione del mondo per club, conquistati a pieno merito per carità, per cacciarsi in un&#8217;avventura più difficile, un percorso con ostacoli più ostici, da prova vera per un campione vero. A tutto questo, al Manchester City che offre un ingaggio più alto e molti più danari lui dice no.</p>
<p>L&#8217;Italia è la sua meta, la maglia a strisce rossonere il suo nuovo regalo, il plurititolato e affermato club di via Turati lo scagiona da ongi velleità suicide in una squadretta che ha vinto solo due campionati inglesi nella sua storia e una Coppa delle Coppe in ambito estero.</p>
<p>Come chiedere: &#8220;Cos&#8217;ha vinto quella squadra?&#8221;. &#8220;Be&#8217; è il club più titolato al mondo, non c&#8217;è male&#8230;&#8221;</p>
<p>Storia, agli ordini! Non si discute, le probabilità di vincere trofei importanti sono altissime, non si sprecano occasioni del genere, preziosissime. Al diavolo la sfida, il misurarsi con una relatà che vuole emergere. Con questo non voglio criticare una scelta legittima e logica di una qualunque persona che arguisce una certa furbizia.</p>
<p>Non è forse il caso di mettere dei paletti, delle misure costrittive che limitano le possibilità di scegliere secondo privilegi di selezione. Prima di arrivare a questo deve giungere alla gente il pensiero che noi siamo gli artefici dle nostro futuro, noi abbiamo fatto la storia, noi possiamo oscurarla e farla cambiare di contenuti&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Fonte : <a href="http://interlinealaradiofralerighe.blogspot.com/2007/11/genova-17-novembre-la-storia-siamo-noi.html" target="_blank">Interlinearadiofralerighe.blogspot.com</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/nessuno-accusi-la-storia/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Cose di questo mondo</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/cose-di-questo-mondo/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/cose-di-questo-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Documentario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2003/02/010/imm.jpg" alt="Locandina del documentario" width="150" height="214" />Produzione:</strong> Gran Bretagna</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2002</p>
<p><strong>Regia: </strong>Michael Winterbottom</p>
<p><strong>Interpreti principali:</strong> Jamal Udin Torabi, Enayatullah</p>
<p><strong>Genere :</strong> Documentario</p>
<p><strong>Durata:</strong> 90 minuti</p>
<p>Campo profughi di Samshatoo, anno 2002, nella città di frontiera di Peshwar (Pakistan) è il luogo da dove parte l&#8217;avventura di Jamal, costretto a lavorare nella fabbrica di mattoni per meno di un dollaro al giorno. La sua razione quotidiana è caratterizzata da 408 g di farina di grano, 25 g di olio vegetale, 60 g di legumi. La sua condizione di &#8220;fuga&#8221; non sembra avere un termine dato che dopo aver ascoltato gli intenti ambiziosi di suo cugino è deciso a partire alla volta dell&#8217;Europa. La famiglia del suo niovo compagno di viaggio è stata la promotrice assillante della partenza del figlio verso una nuova vita, o almeno nel tentativo speranzoso di trovarla al varco.</p>
<p>E&#8217; inquietante la nefandezza umana che si mette in scena durante il lunghissimo tragitto compiuto dai due, è nauseante la sensazione effettiva di sentirsi preda di un giogo più grande di loro, fatto di speculazioni anche su ciò che essite di più prezioso: la vita umana.</p>
<p>Dopo un cauto rifornimento di banconota verde in saccoccia, bisogna affrontare il primo ostacolo interposto al loro cammino, superare il confine con l&#8217;Afghanistan. La prima parte del viaggio è un occasione purtroppo unica per constatare la desolante miseria dei luoghi di quell&#8217;Oriente che è stato la culla della civiltà in tempi antichi. Come se tutto lo splendore del suo passato fosse rimasto nient&#8217;altro che una patina consunta dallo scorrere degli anni e di cui il vivo ricordo è sbiadito.</p>
<p>Qi la vita si costruisce giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, ogni attimo è l&#8217;occasione per presentare la propria riconoscenza alla Dea bendata per lo scampato pericolo della morte, sempre in agguato.</p>
<p>Non mancano le occasioni di festa, nei momenti in cui si è interiorizzata la condanna amara del destino si cuce un pallone con piccoli pezzi di stoffa trovati qua e là. Quello di raccontare barzellette legate alla cultura locale è un altro dei passatempi preferiti, tanto che Jamal non ne disdegna l&#8217;utilizzo per stemperare la tensione nei momenti più critici.</p>
<p>In Iran la loro corsa sembra debba già arrestarsi, quando vengono sorpresi senza passaporto e identificati come profughi afgani.  Ma la loro tenacia e voglia di riscatto non concede limiti alla loro sopportazione e ripartoni più convinti di prima nel raggiungere una nuova terra promessa.</p>
<p>Una dimostrazione di questa determinazione è il fatto d&#8217;aver superato le montagne che fanno da confine con la Turchia. Da quel luogo li avrebbe attesi un&#8217;ardua sfida, passare il Mediterraneo a bordo di una stiva, con la quale sarebbero giunti in Italia. In questo passaggio via mare il più grande non arriva a destinazione. Rimangono tutta la notte a bordo fino al mattino presto dove vengono scoperti da due manovali sul posto che hanno aperto il carico. </p>
<p>Per tutta la pellicola il regista Winterbottom ha utilizzato una videocamera digitale senza luce artificiale che ricorda la produzione del cinema diretto, per le cui riprese non serviva portarsi dietro un vero e proprio laboratorio di registrazione.</p>
<p>I paesaggi freddi nelle catene montuose dell&#8217;Iran e della Turchia, i deserti dell&#8217;afghanistan con i suoi tramonti di luce, l&#8217;area portuale di Triestre da cui si può sbirciare l&#8217;Adriatico, il grande tunnel della Manica attraversato con l&#8217;ausilio di un clandestino benvenuto a bordo di un camionista. Il mondo visto dalle ruote di un autocarro di diverse tonnellate non è più lo stesso, esattamente come quello che lo sta per attendere varcato il confine inglese.</p>
<p>La porta verso una nuova vita si apre per un breve periodo di sei mesi, dopo i quali si richiude sulle speranze di Jamal. Senza un permesso regolare viene riportato a casa. Sulla ruota della fortuna ha di nuovo perso tutto&#8230;</p>
<p>Fonte immagine: <a title="Guarda un'altra recensione" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34304" target="_blank">www.mymovies.it</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2003/02/010/imm.jpg" alt="Locandina del documentario" width="150" height="214" />Produzione:</strong> Gran Bretagna</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2002</p>
<p><strong>Regia: </strong>Michael Winterbottom</p>
<p><strong>Interpreti principali:</strong> Jamal Udin Torabi, Enayatullah</p>
<p><strong>Genere :</strong> Documentario</p>
<p><strong>Durata:</strong> 90 minuti</p>
<p>Campo profughi di Samshatoo, anno 2002, nella città di frontiera di Peshwar (Pakistan) è il luogo da dove parte l&#8217;avventura di Jamal, costretto a lavorare nella fabbrica di mattoni per meno di un dollaro al giorno. La sua razione quotidiana è caratterizzata da 408 g di farina di grano, 25 g di olio vegetale, 60 g di legumi. La sua condizione di &#8220;fuga&#8221; non sembra avere un termine dato che dopo aver ascoltato gli intenti ambiziosi di suo cugino è deciso a partire alla volta dell&#8217;Europa. La famiglia del suo niovo compagno di viaggio è stata la promotrice assillante della partenza del figlio verso una nuova vita, o almeno nel tentativo speranzoso di trovarla al varco.</p>
<p>E&#8217; inquietante la nefandezza umana che si mette in scena durante il lunghissimo tragitto compiuto dai due, è nauseante la sensazione effettiva di sentirsi preda di un giogo più grande di loro, fatto di speculazioni anche su ciò che essite di più prezioso: la vita umana.</p>
<p>Dopo un cauto rifornimento di banconota verde in saccoccia, bisogna affrontare il primo ostacolo interposto al loro cammino, superare il confine con l&#8217;Afghanistan. La prima parte del viaggio è un occasione purtroppo unica per constatare la desolante miseria dei luoghi di quell&#8217;Oriente che è stato la culla della civiltà in tempi antichi. Come se tutto lo splendore del suo passato fosse rimasto nient&#8217;altro che una patina consunta dallo scorrere degli anni e di cui il vivo ricordo è sbiadito.</p>
<p>Qi la vita si costruisce giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, ogni attimo è l&#8217;occasione per presentare la propria riconoscenza alla Dea bendata per lo scampato pericolo della morte, sempre in agguato.</p>
<p>Non mancano le occasioni di festa, nei momenti in cui si è interiorizzata la condanna amara del destino si cuce un pallone con piccoli pezzi di stoffa trovati qua e là. Quello di raccontare barzellette legate alla cultura locale è un altro dei passatempi preferiti, tanto che Jamal non ne disdegna l&#8217;utilizzo per stemperare la tensione nei momenti più critici.</p>
<p>In Iran la loro corsa sembra debba già arrestarsi, quando vengono sorpresi senza passaporto e identificati come profughi afgani.  Ma la loro tenacia e voglia di riscatto non concede limiti alla loro sopportazione e ripartoni più convinti di prima nel raggiungere una nuova terra promessa.</p>
<p>Una dimostrazione di questa determinazione è il fatto d&#8217;aver superato le montagne che fanno da confine con la Turchia. Da quel luogo li avrebbe attesi un&#8217;ardua sfida, passare il Mediterraneo a bordo di una stiva, con la quale sarebbero giunti in Italia. In questo passaggio via mare il più grande non arriva a destinazione. Rimangono tutta la notte a bordo fino al mattino presto dove vengono scoperti da due manovali sul posto che hanno aperto il carico. </p>
<p>Per tutta la pellicola il regista Winterbottom ha utilizzato una videocamera digitale senza luce artificiale che ricorda la produzione del cinema diretto, per le cui riprese non serviva portarsi dietro un vero e proprio laboratorio di registrazione.</p>
<p>I paesaggi freddi nelle catene montuose dell&#8217;Iran e della Turchia, i deserti dell&#8217;afghanistan con i suoi tramonti di luce, l&#8217;area portuale di Triestre da cui si può sbirciare l&#8217;Adriatico, il grande tunnel della Manica attraversato con l&#8217;ausilio di un clandestino benvenuto a bordo di un camionista. Il mondo visto dalle ruote di un autocarro di diverse tonnellate non è più lo stesso, esattamente come quello che lo sta per attendere varcato il confine inglese.</p>
<p>La porta verso una nuova vita si apre per un breve periodo di sei mesi, dopo i quali si richiude sulle speranze di Jamal. Senza un permesso regolare viene riportato a casa. Sulla ruota della fortuna ha di nuovo perso tutto&#8230;</p>
<p>Fonte immagine: <a title="Guarda un'altra recensione" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34304" target="_blank">www.mymovies.it</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/cose-di-questo-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il popolo migratore</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/il-popolo-migratore/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/il-popolo-migratore/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Documentario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=64</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2006/04/475/imm.jpg" alt="Locandina del documentario" width="150" height="223" />Produzione:</strong> Francia, Italia, Germania, Spagna, Svizzera.</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2002</p>
<p><strong>Regia:</strong> Jacques Perrin</p>
<p><strong>Genere:</strong> Documentario</p>
<p><strong>Durata:</strong> 94 minuti</p>
<p>Quando ho cercato per la prima volta informazioni riguardo la trama e il giudizio della critica di questa pellicola, mi ricordo d&#8217;aver letto pareri estremamente positivi ed elogiativi, tanto da convincermi a vederlo.</p>
<p>In cuor mio non ho creduto che tutta la meraviglia espressa a parole potesse essere ricambiata altrettanto dalle immagini. Ma mi sbagliavo! </p>
<p>Se prima, le parole del re del cinema britannico John Grierson riferite alla potenza espressiva delle immagini, in grado di scardinare lo stomaco dello spettatore oltre al suo intelletto mi destavano più di un semplice dubbio, ora le ho fatte mie.</p>
<p>La scintilla che ha fatto scoccare in me questa irrefrenabile passione per l&#8217;estetica tout court è nata da un&#8217;incredible avventura a fianco del numerosissimo popolo migratore del nostro pianeta.</p>
<p>Ogni specie percorre distanze differenti, la quali si aggirano sul migliaio di chilometri, senza sosta, determinati a raggiungere la loro destinazione. Tra i membri, alcuni vi riescono, altri si disperdono lungo il cammino lasciando il proprio destino nelle mani delle terre che si trovano sotto le loro ali. Una pozza melmosa d&#8217;un industria del Nord, una piccola ala spezzata possono contribuire alla morte, soprattutto se ci troviamo nel deserto vicino ad un gruppo di granchi affamati.</p>
<p>La primavera è il momento propizio per partire all&#8217;inseguimento della sopravvivenza, come accade nell&#8217;emisfero Boreale, in direzione delle estreme terre artiche. In quel luogo incomtaminato dalla presenza dell&#8217;uomo, nugoli di volatili riempiono di tanti puntini variopinti e colorati il magnifico quadro del Nord del mondo.</p>
<p>Inquadrature mozzafiato accompagnano le traversate di questi alati, di profilo, dall&#8217;alto, dal basso, si vedono sfrecciare gli alberi, colorare le terre, rumoreggiare il vento.</p>
<p>L&#8217;obiettivo delle loro fatiche è promuovere la continuità della vita, dare seguito al ciclo delle nascite, nell&#8217;impegno a mantenere la specie. </p>
<p>C&#8217;è spazio per farsi cullare dal vento, ma poi bisogna ritornare al proprio dovere, quello di accudire, nutrire, istruire i propri piccoli. Dopo il viaggio d&#8217;andata lo stormo ha tempo una breve estate prima che l&#8217;inverno ed il gelo prendano nuovamente il sopravvento, per poter insegnare ai loro figli l&#8217;arte del volo.</p>
<p>Tentativi maldestri, mancata aerodinamica, planaggi non completi, per i giovani risulta un problema la seconda traversata, la più diffile dell&#8217;anno, senza un minimo di esperienza e conoscenza delle rotte che devono intraprendere.</p>
<p>La migrazione autunnale ha una regola d&#8217;oro da rispettare doverosamente se non si vuole fare una brutta fine: in quel periodo sono facili gli acquazzoni, come le fitte nevicate e possono risultare un disturbo imponente allo sforzo in volo.</p>
<p>Un affresco delicato sull&#8217;intero mondo naturale, quello lontano dalla realtà fittizia dei palazzi, delle costruzioni in cemento, delle vie, delle rumorose e inquinanti industrie emettitrici di malodorose nuvole nerastre.</p>
<p>Le uniche che si possono ammirare in queste terre vergini sono quelle dei cieli o quelle simili a scie bianche lasiate dai volatili quando sfiorano la superficie delle acque marine prima del ristoro. Un&#8217;aosi di laghi o fiumi è sempre un toccasana prima di ripartire per un estenuante viaggio verso l&#8217;infinito&#8230;  </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2006/04/475/imm.jpg" alt="Locandina del documentario" width="150" height="223" />Produzione:</strong> Francia, Italia, Germania, Spagna, Svizzera.</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2002</p>
<p><strong>Regia:</strong> Jacques Perrin</p>
<p><strong>Genere:</strong> Documentario</p>
<p><strong>Durata:</strong> 94 minuti</p>
<p>Quando ho cercato per la prima volta informazioni riguardo la trama e il giudizio della critica di questa pellicola, mi ricordo d&#8217;aver letto pareri estremamente positivi ed elogiativi, tanto da convincermi a vederlo.</p>
<p>In cuor mio non ho creduto che tutta la meraviglia espressa a parole potesse essere ricambiata altrettanto dalle immagini. Ma mi sbagliavo! </p>
<p>Se prima, le parole del re del cinema britannico John Grierson riferite alla potenza espressiva delle immagini, in grado di scardinare lo stomaco dello spettatore oltre al suo intelletto mi destavano più di un semplice dubbio, ora le ho fatte mie.</p>
<p>La scintilla che ha fatto scoccare in me questa irrefrenabile passione per l&#8217;estetica tout court è nata da un&#8217;incredible avventura a fianco del numerosissimo popolo migratore del nostro pianeta.</p>
<p>Ogni specie percorre distanze differenti, la quali si aggirano sul migliaio di chilometri, senza sosta, determinati a raggiungere la loro destinazione. Tra i membri, alcuni vi riescono, altri si disperdono lungo il cammino lasciando il proprio destino nelle mani delle terre che si trovano sotto le loro ali. Una pozza melmosa d&#8217;un industria del Nord, una piccola ala spezzata possono contribuire alla morte, soprattutto se ci troviamo nel deserto vicino ad un gruppo di granchi affamati.</p>
<p>La primavera è il momento propizio per partire all&#8217;inseguimento della sopravvivenza, come accade nell&#8217;emisfero Boreale, in direzione delle estreme terre artiche. In quel luogo incomtaminato dalla presenza dell&#8217;uomo, nugoli di volatili riempiono di tanti puntini variopinti e colorati il magnifico quadro del Nord del mondo.</p>
<p>Inquadrature mozzafiato accompagnano le traversate di questi alati, di profilo, dall&#8217;alto, dal basso, si vedono sfrecciare gli alberi, colorare le terre, rumoreggiare il vento.</p>
<p>L&#8217;obiettivo delle loro fatiche è promuovere la continuità della vita, dare seguito al ciclo delle nascite, nell&#8217;impegno a mantenere la specie. </p>
<p>C&#8217;è spazio per farsi cullare dal vento, ma poi bisogna ritornare al proprio dovere, quello di accudire, nutrire, istruire i propri piccoli. Dopo il viaggio d&#8217;andata lo stormo ha tempo una breve estate prima che l&#8217;inverno ed il gelo prendano nuovamente il sopravvento, per poter insegnare ai loro figli l&#8217;arte del volo.</p>
<p>Tentativi maldestri, mancata aerodinamica, planaggi non completi, per i giovani risulta un problema la seconda traversata, la più diffile dell&#8217;anno, senza un minimo di esperienza e conoscenza delle rotte che devono intraprendere.</p>
<p>La migrazione autunnale ha una regola d&#8217;oro da rispettare doverosamente se non si vuole fare una brutta fine: in quel periodo sono facili gli acquazzoni, come le fitte nevicate e possono risultare un disturbo imponente allo sforzo in volo.</p>
<p>Un affresco delicato sull&#8217;intero mondo naturale, quello lontano dalla realtà fittizia dei palazzi, delle costruzioni in cemento, delle vie, delle rumorose e inquinanti industrie emettitrici di malodorose nuvole nerastre.</p>
<p>Le uniche che si possono ammirare in queste terre vergini sono quelle dei cieli o quelle simili a scie bianche lasiate dai volatili quando sfiorano la superficie delle acque marine prima del ristoro. Un&#8217;aosi di laghi o fiumi è sempre un toccasana prima di ripartire per un estenuante viaggio verso l&#8217;infinito&#8230;  </p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/il-popolo-migratore/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo di Aran</title>
		<link>http://www.yanub.org/2008/07/luomo-di-aran/</link>
		<comments>http://www.yanub.org/2008/07/luomo-di-aran/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spadadidamocle</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Documentario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.yanub.org/?p=62</guid>
		<description><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://images.amazon.com/images/P/B00008UALI.01.MZZZZZZZ.jpg" alt="Locandina del film" width="150" height="198" />Produzione:</strong> Gran Bretagna</p>
<p><strong>Anno</strong><strong>: </strong>1934</p>
<p><strong>Regista:</strong> Robert Flaherty</p>
<p><strong>Intepreti principali:</strong> Colman King, Maggie Dirane</p>
<p><strong>Genere:</strong> Documentario</p>
<p><strong>Durata:</strong> 75 minuti</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Gruppi di tre isolette sperdute nel pacifico nella Repubblica d&#8217;Irlanda. Di là, a pochi chilometri, una delle più rigogliose società occidentali nel micro continente del Regno Unito. Ma qui gli abitanti non superano il migliaio (la più grande arriva a 831). Terra inospitale tenuta in piedi da immensi lastroni di calcare sopra il livello del mare, i quali forniscono la superficie dove gli uomini battono i piedi in cerca di qualcosa per sopravvivere.</p>
<p>Non c&#8217;è modo migliore di iniziare la visione di questo capolavoro del padre del documentario con un bel cartello (scritta bianca su sfondo nero) che introduce a chiare lettere l&#8217;impervietà dei luoghi narrati e la forza dirompente del mare a picco sulle coste di queste piccole aree galleggianti.</p>
<p>Proprio per l&#8217;elemento acqua influenzato dai climi torrenziali dell&#8217;inverno sono facili in quella fascia dell&#8217;anno periodi di magra ed è altrettanto indispensabile ottenere una scorta di riforniture di prima necessità per arrivare indenni alla primavera.</p>
<p>Una caratteristica geologica impressa nella storia passata è la presenza di Warmhole (letteralmente buchi di verme), ovvero scogliere ripide sul mare composte da insenature dalla forma e profondità simle a una grotta.</p>
<p>E&#8217; su quest&#8217;opera naturale grandiosa, modellata nel corso dei secoli dall&#8217;azione erosiva dell&#8217;Atlantico, si svolge una delle sequenze più incredibile e affascinante. Il bambino che pesca nelle acque fredde non attraverso una normale canna da pesca, ma bensì aiutato da una lunghissima corda al cui termine è legato l&#8217;amo fatto di rocce calcaree unite ad alimenti.</p>
<p>Da questi gesti quotidiani arriva , un giorno, una sorpresa. Tra le acque sottostanti improvvisamente si aggira un&#8217;enorme preda, un vero e proprio &#8220;mostro&#8221; dei mari. Il cartello ci aiuta a capire che si tratta dello squalo elefante, la più grande specie marina che popola l&#8217;Atlantico e forse anche il mondo intero (a quell&#8217;epoca non c&#8217;erano la quantità di tecnologie e risorse per compiere ricerce importanti sulle razze che popolavano le acque).</p>
<p>Dopo una prima fase di terrore mista a curiosità, il bambino corre in fretta e furia ad avvisare gli atri abitanti della succulenta preda. Non hanno mai avuto la possibilità di avere una scorta di cibo così imponente.</p>
<p>Il momento della caccia, con i tre uomini più adulti che salgono sull&#8217;imbarcazione e si dirigono con arpioni nei dintorni dell&#8217;animale è la più ricca di tensione e paura. In queste scene Flaherty effettua una manipolazione del filmografico (intervento sulla macchina da presa durante le riprese) adottanto un montaggio alternato fatto di continui cambi d&#8217;inquadratura in perfetto stile griffithiano.</p>
<p>Questa strategia, come ha dimostrato il padre di questa invenzione, è molto efficace nel creare la suspence, e ancor di più la curiosità di capire quale sarà l&#8217;epilogo dell&#8217;azione che stiamo osservando.  </p>
<p>Una volta catturato, dal fegato dell&#8217;animale verrà ricavato anche l&#8217;olio. </p>
<p>Altro elemento interessante è la presenza sia nelle fasi iniziali che in quelle finali della natura nel suo aspetto più dirompente, nella sua forza intrinseca. Le acque mosse dell&#8217;oceano sbattono  violentemente contro le coste alzando scie di vapore oltre le scogliere. </p>
<p>Un cerchio che si chiude, una fase ciclica del tutto simile a quella che regola gli equilibri tra gli elementi naturali. Come se  l&#8217;irruzione non desiderata dell&#8217;uomo nel fragile ecosistema (vedi cattura dello squalo elefante) avesse provocato una reazione maggiore se non eguale e contraria di quest&#8217;ultimi.</p>
<p>La pellicola, quindi, si chiude come ha incominciato. Lotta, speranza illusoria nel mezzo, di nuovo lotta disperata per la sopravvivenza.</p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="float: left; border: 5px solid black; margin: 3px;" src="http://images.amazon.com/images/P/B00008UALI.01.MZZZZZZZ.jpg" alt="Locandina del film" width="150" height="198" />Produzione:</strong> Gran Bretagna</p>
<p><strong>Anno</strong><strong>: </strong>1934</p>
<p><strong>Regista:</strong> Robert Flaherty</p>
<p><strong>Intepreti principali:</strong> Colman King, Maggie Dirane</p>
<p><strong>Genere:</strong> Documentario</p>
<p><strong>Durata:</strong> 75 minuti</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Gruppi di tre isolette sperdute nel pacifico nella Repubblica d&#8217;Irlanda. Di là, a pochi chilometri, una delle più rigogliose società occidentali nel micro continente del Regno Unito. Ma qui gli abitanti non superano il migliaio (la più grande arriva a 831). Terra inospitale tenuta in piedi da immensi lastroni di calcare sopra il livello del mare, i quali forniscono la superficie dove gli uomini battono i piedi in cerca di qualcosa per sopravvivere.</p>
<p>Non c&#8217;è modo migliore di iniziare la visione di questo capolavoro del padre del documentario con un bel cartello (scritta bianca su sfondo nero) che introduce a chiare lettere l&#8217;impervietà dei luoghi narrati e la forza dirompente del mare a picco sulle coste di queste piccole aree galleggianti.</p>
<p>Proprio per l&#8217;elemento acqua influenzato dai climi torrenziali dell&#8217;inverno sono facili in quella fascia dell&#8217;anno periodi di magra ed è altrettanto indispensabile ottenere una scorta di riforniture di prima necessità per arrivare indenni alla primavera.</p>
<p>Una caratteristica geologica impressa nella storia passata è la presenza di Warmhole (letteralmente buchi di verme), ovvero scogliere ripide sul mare composte da insenature dalla forma e profondità simle a una grotta.</p>
<p>E&#8217; su quest&#8217;opera naturale grandiosa, modellata nel corso dei secoli dall&#8217;azione erosiva dell&#8217;Atlantico, si svolge una delle sequenze più incredibile e affascinante. Il bambino che pesca nelle acque fredde non attraverso una normale canna da pesca, ma bensì aiutato da una lunghissima corda al cui termine è legato l&#8217;amo fatto di rocce calcaree unite ad alimenti.</p>
<p>Da questi gesti quotidiani arriva , un giorno, una sorpresa. Tra le acque sottostanti improvvisamente si aggira un&#8217;enorme preda, un vero e proprio &#8220;mostro&#8221; dei mari. Il cartello ci aiuta a capire che si tratta dello squalo elefante, la più grande specie marina che popola l&#8217;Atlantico e forse anche il mondo intero (a quell&#8217;epoca non c&#8217;erano la quantità di tecnologie e risorse per compiere ricerce importanti sulle razze che popolavano le acque).</p>
<p>Dopo una prima fase di terrore mista a curiosità, il bambino corre in fretta e furia ad avvisare gli atri abitanti della succulenta preda. Non hanno mai avuto la possibilità di avere una scorta di cibo così imponente.</p>
<p>Il momento della caccia, con i tre uomini più adulti che salgono sull&#8217;imbarcazione e si dirigono con arpioni nei dintorni dell&#8217;animale è la più ricca di tensione e paura. In queste scene Flaherty effettua una manipolazione del filmografico (intervento sulla macchina da presa durante le riprese) adottanto un montaggio alternato fatto di continui cambi d&#8217;inquadratura in perfetto stile griffithiano.</p>
<p>Questa strategia, come ha dimostrato il padre di questa invenzione, è molto efficace nel creare la suspence, e ancor di più la curiosità di capire quale sarà l&#8217;epilogo dell&#8217;azione che stiamo osservando.  </p>
<p>Una volta catturato, dal fegato dell&#8217;animale verrà ricavato anche l&#8217;olio. </p>
<p>Altro elemento interessante è la presenza sia nelle fasi iniziali che in quelle finali della natura nel suo aspetto più dirompente, nella sua forza intrinseca. Le acque mosse dell&#8217;oceano sbattono  violentemente contro le coste alzando scie di vapore oltre le scogliere. </p>
<p>Un cerchio che si chiude, una fase ciclica del tutto simile a quella che regola gli equilibri tra gli elementi naturali. Come se  l&#8217;irruzione non desiderata dell&#8217;uomo nel fragile ecosistema (vedi cattura dello squalo elefante) avesse provocato una reazione maggiore se non eguale e contraria di quest&#8217;ultimi.</p>
<p>La pellicola, quindi, si chiude come ha incominciato. Lotta, speranza illusoria nel mezzo, di nuovo lotta disperata per la sopravvivenza.</p>
<p>Fonte: immagine tratta da <a title="Mymovies" href="http://www.mymovies.it/" target="_blank">Mymovies</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.yanub.org/2008/07/luomo-di-aran/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
