Vichy Cristina Barcelona

by director at 19 Oct 2008 in Cinema

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Production: USA, Spain

Year: 2008

Director: Woody Allen

Cast: Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Javier Bardem, Rebecca Hall, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Chris Messina, Julio Perillán, Manel Barceló, Joseph Maria Domènech

Genre: Comedy

Running time: 90 minutes

Vichy, Cristina - Barcelona - Juan Antonio.  La culla di Gaudì è il ponte architettonico tra la fine di una vita e l’inizio di un’altra. E’ il bravo illusionista che svela i trucchi del mestiere, è la porta aperta alle infinite e districate diramazioni dell’amore. Una commedia dal sapore bohemienne (solo nei toni più aspri) che guarda allo stile di vita vissuto nell’Ottocento come un po’ retrò, spolverato della bruttura determinata dalla povertà, portato in auge dal Dio denaro. Una perversa fascinazione al lusso che non può essere trascurata, anzi, eretta a porta di servizio per assorbire nella mentis populi yankee il concetto di artista Bohème.

Protagonista maschile Il tenebroso e caliente pittore Juan Antonio, un più che apprezzabile Javier Bardem. Scosso dalla furibonda rottura con Maria Elena è alla costante ricerca di una nuova musa ispiratrice. La femme fatale viene addocchiata per la prima volta in una galleria d’arte della capitale catalana presso la quale le due amiche Vicky e Cristina hanno deciso di spendere un po’ della loro vita. Tramite l’intercessione di un famiglia molto in voga in Spagna, Vichy ha l’opportunità di conoscere scrupolosamentetutte le caratteriste della cultura catalana sulla quale è determinata a svolgere una tesi per il suo corso di Master.

Il primo incontro con un personaggio artistico di elevata caratura lascierà il segno nelle due ragazze, anche per le storie intriganti e nello stesso tempo angoscianti che girano sul suo conto. Ne hanno parlato su tutti i giornali è scampato al pericolo di morte dopo l’accoltellamento a tradimento della sua compagna. Inutile chiedergli quale sia la sua opinione dell’amore, convinto com’era d’aver trovato la persona perfetta per la sua esistenza.

Invece, uno dei rari individui che può dirsi sorpreso dalla stabilità di coppia concepita nell’amore è proprio Vicky. La ragazza è fermamente attaccata (o imprigionata?) ai suoi principi, all’idea che i sentimenti non possono sfuggire alle “regole” altrimenti perderebbero tutto il loro valore. Così, quando Antonio le invita a passare il week-end nella località di Oviedo per mostrarle alcuni pezzi della sua collezione d’arte, a bere del buon vino e a fare l’amore, lei declina la proposta.

Cristina, al contrario, si mostra incuriosita delle avances di questo personaggio sui generis, affascinata dalla sua originalità, dalla sua immagine perennemente distaccata dai clichè. Accetta la proposta, anche Vicky desidera venire a Oviedo a patto che il suo letto sia separato dai due nuovi spasimanti. Quest’ultima è preoccupata, ha paura di commettere qualche sciocchezza che possa compromettere l’imminente matrimonio con Doug, un famoso unomo d’affari.

Il fascino sprigionato dal tenebroso pittore riesce comunque ad ammaliarla, la porterà a cedere prima alle sue lusinghe e ad abbandonarsi ai più intensi piaceri sessuali. La sua insicurezza, il tallone dal quale cercava di fuggire è tornato indietro ad esigere il suo conto. Da quella notte, comincerà ad interrogarasi sempre più sulla natura del suo rapporto con Doug. Anche Cristina non resiste alla passionalità di fuoco dell’artista, arriva a costruire un’alchimia importante, rivoluzionata dall’arrivo di Maria Elena, donna geniale, oggetto del desiderio degli uomini.

Tutti sono disposti a fare faville pur di conquistarla. Oltre ad essere una grande pittrice, mostra superba maestria con il piano, non che profonda capacità di osservazione. Proprio per questa sua qualità aiuterà Cristina a coltivare il suo interesse vivo per la fotografia, mai mostrato. Morsa da grandi timidezze cela sempre a tutti i suoi amici le foto che scatta in lungo e in largo per la penisola iberica.

Il nuovo personaggio, interpretato da una sensualissima Penelope Cruz, s’ inserisce nel rapporto di coppia Bardem-Johansson insinuando in Antonio l’idea che Cristina sia stato l’elemento mancante in grado di far funzionare il loro rapporto passato. Ne esce un garbugliato menage à trois fatto di pulsioni sessuali, confidenze, gesti scadalistici, baci saffici, esperienze lesbo, creazioni.

Intanto Vichy continua la sua esistenza all’ombra delle sue aspirazioni più intime. Accetta l’idea del compagno desideroso di raggiungerla per sposarla in quel di Barcellona. Poco dopo partono per una luna di miele a Siviglia. Tutto sembra trascorrere troppo regolarmente nella sua esistenza, la sua insoddisfazione trapela agli occhi della signora Nash membro della famiglia che le ha offerto ospitalità. Perciò, grazie alla complicità di un’avvenente artista dell’ambiente iberico, organizza una mostra alla quale invita anche Juan Antonio con il chiaro intento di riavvicinarlo a lei.

Cristina, presa da una vagonata di pensieri, domande, ragionamenti s’interroga sul significato di questa sua relazione a tre e decide di allontanarsi per un po’ a riflettere. La decisione manda sulle furie Maria Elena la quale, colta da fulminei raptus d’insania, incomincia ad inveire verso la bionda rea di essere un’insoddisfatta cronica, incapace di apprezzare le gioie proposte dalla vita.

Dalla separazione della ragazza, la situazione tra il pittore e la sua ex-moglie comincia a degenerare, le liti furibonde sono all’ordine del giorno. Elena è costretta a prendere le distanze per un po’ di tempo.

Nel frattempo, il riavvicinamento tra Antonio e Vichy procede lentamente. La sorprendente ricomparsa di Maria guasta definitivamente i piani; pistola alla mano si presenta nell’atelier del pittore minacciando di premere il grilletto. Viene sedata in tempo e il colpo occasionale partito dalla mano di Juan provoca una piccola ferita alla mano sinistra di Vichy. Spaventata, fugge e immediatamente fa le valigie per tornare in America con il marito e la sua amica…

Un affresco sugli sghiribizzi dell’amore, degno al pari di un’opera di Dalì, che mostra un Allen alle prese con nuovi approcci linguistici, ma soprattutto estetici. La sua cornice ambientale sostituisce i grigi toni noireschi della Manhattan  anni Settanta-Ottanta  per rinvenderli con i più vivaci colori della calda Spagna ai tempi nostri. Le architetture precise, lineari,  di un futurismo asettico tipicamente americano lasciano campo al modernismo stle liberty catalano.

Il continuo contrasto tra i clichè e le stravaganze messe sul piatto dalle coppie protagoniste finisce col svuotarli di significati, rendendoli pari ad un significante innocuo. Come il cortometraggio di dodici minuti al quale l’alter ego protagonista Cristina ha lavorato nel tentativo vano di spiegare perchè l’uomo s’interroga sempre sulla natura dell’amore, così questa stimolante commedia neo-bohèmienne ha il coraggio di voler abbattere quella barriera per lo più di matrice borghese sulle convenzioni sentimentali troppo radicate nella cultura odierna.

Cos’è l’amore? E’ un modo come un altro di vivere la vita o, forse, è un principio universale che governa il mondo?

Perchè non ritornare a comprendere la sua natura più profonda e autentica?

Source image from Mymovies.it

 

Vicky Cristina Barcelona

by editor at 19 Oct 2008 in Cinema

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Vicky Cristina BarcelonaAnachronism.

Everything is easy.

Rich Bohemiens.

by Woody Allen.

Source image from indieWIRE

 

Stranger Than Fiction

by director at 24 Dec 2007 in Cinema

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Film PosterProduction: USA

Year: 2006

Director: Marc Forster

Cast: Will Ferrell, Maggie Gyllenhaal, Dustin Hoffman, Queen Latifah, Emma Thompson, Tom Hulce, Tony Hale, Denise Hughes, Linda Hunt.

Genre: Comedy

Running time: 113 minutes

Sconvolgente, esilarante, divertente, appassionante, spassosa commedia dai risvolti tragi-comici, un idea originale, un balzo filosofico tra la vita e la morte ed il film che stavi cercando è servito!

Un meta narrazione s’insidia imprudentemente ed altrettanto affascinatamene negli schemi più profondi di un genere sempre sospeso a metà, tra la piega comica e quella drammatica.
Qui troviamo la vita ed il suo contrario, vediamo Harold Crick, un uomo perennemente condizionato dal calcolo che scandisce la sua esistenza con gesti impietosamente regolari: settantasei volte si lava i denti di cui una metà con la spazzola in manovra da destra a sinistra e dall’atra con movimenti verticali, dal basso verso l’alto.

L’identico e semplice modo di farsi il nodo della cravatta, il letto sempre vuoto al mattino presto, tanto che l’unico interlocutore serio e non sembra proprio essere il suo orologio da polso.
Ma all’improvviso, da oscure e remote zone della sua mente irrompe una voce femminile che sembra capire in anticipo ogni sua mossa, descrivendola con particolari linguistici efficaci, segno di una padronanza filologica davvero eccellente.
Non riesce a capacitarsi di questo evento, pensa più volte di essere pazzo, si rivolge a decine di psichiatri, ma alla fine sceglie di raccontare il suo dramma ad un professore di teoria letteraria ottimamente interpretato da Dustin Hoffman.

La voce bisbigliante è la scrittrice Karen Eiffel, in procinto di pubblicare il suo nuovo romanzo ma costantemente afflitta dal tipico blocco del mestiere che non gli riesce a regalare un finale degno di nota. Da sempre autrice di tragedie, spietata assassina dei suoi personaggi (se ne contano ben otto estinti) pare non abbia pietà di un uomo che non ha mai saputo cogliere l’essenza della sua vita.
Harold ha sempre dato un significato particolare alle cose che li circonda, ha sempre messo i numeri davanti, mai rivolto i suoi pensieri a qualcosa che esulasse dal razionalismo spiccio, tralasciando quella parte dell’intelletto dedicata al libero sfogo della propria creatività.

La vita è un’arte, costituita da due facce contrapposte: la commedia o la tragedia.
Da quando incontra Anna, una fornaia dalla quale si reca per motivi di lavoro, una nuova possibilità prende piega lentamente nelle maglie dell’esistenza di Harold.
Impara a gustare il sapore di un biscotto inzuppato nel latte dopo una tremenda giornata di fatiche e stress, una serata in compagnia a chiacchierare o a guardare semplicemente la tv.
Tutte le sere, d’ora in poi, non rimane mai solo, qualche volta si trattiene con il suo collega e amico d’ufficio e qualche altra con la sua nuova fidanzata.
Quello che sembra un deciso cambio di rotta verso una nuova vita più gratificante, si svela piano piano l’inizio di un incubo dalla terribile fine.

Karen ha ora una nuova storia, ne sta gettando le bozze, irremovibile sulla decisione di far morire il suo personaggio. Harold, venuto a saperlo, cerca in tutti i modi di guastare questo ennesimo decesso, va a farle visita destandole la più completa delle sorprese.
La gioia di poter vedere una rappresentazione fedelmente carnale del suo protagonista è uno dei fattori chiave che dirottano il finale in gradita sorpresa.
L’autobus su cui Harold si schianta per salvare un bambino non gli provoca la morte. Magia dei dettagli, metafora della vita che richiede l’attenzione per le cose semplici, per i dettagli anche a prima vista del tutto insignificanti. Sarà un pezzetto del suo orologio da polso ad ostruire un pericolo deflusso di sangue dall’arteria del suo braccio destro, evitando complicazioni altrimenti irreversibili.

Da rivedere per chi lo avesse visto, da non perdere per chi non lo avesse fatto.

Fonte: immagine tratta da Mymovies


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