Batman - The dark knight

by director at 26 Jul 2008 in Cinema

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Film PosterProduction: U.S.A.

Year: 2008

Director: Christopher Nolan

Cast: Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman

Genre: Action | Crime | Thriller

Running Time: 150 minutes

La saga del multimiliardario Bruce Wayne riparte dalle ceneri lasciate per strada dalla scadente regia avveniristica e molto pop di Joel Schumacher, per prendere la rotta della dannazione oscura e delle foschissime tinte dark.

Mentre per Tim Burton la “regola” era il fumetto animato con i suoi personaggi multicolori, pluriformi, assurdi ed incantevoli, un jack Nicholson dal sorriso manichiano, più teatro della fantasia e meno teatro della realtà, per Nolan era meglio presentare una versione commistionata tra l’Alex dalla lingua poetica e dalla condotta “volgare”, l’archetipo punk Iggy Pop, famoso per le sue esibizioni live poco decorose, il Sid Viciuos il folle ribelle contestatore della finta ipocrisia borghese.

Un’identità molto chiara nelle sue intenzioni, come spiega un affermazione caratteristica di Alfred (alias Micheal Caine), il fido maggirodomo di Bruce: “Certi uomini non cercano qualcosa di logico, non si possono nè comprare nè dominare, non ci si tratta, certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo”.

Questo Joker s’ “ingegna” nel voler sottolineare l’assurda doppiezza dell’animo umano, spinto alla ricerca di un ordine costruito più dalla ragione che da un sentimento vero. Un’anarchico che si rispetti non ha regole, porta il caos come soluzione ultima e inevitabile dell’equilibrio. Filosofia morale come ritratto della lucida intelligenza del joker, bravo a penetrare nelle rappresentanze più alte del bene e a mettere in difficoltà il loro castello di carta.

Un Harvey Dent sorridente, dallo squardo sereno, sicuro di sè, il nuovo Procuratore Distrettuale di una città già contaminata da una folta schiera di bande mafiose, quelle interessate ai soldi, alla bella vita sfuggente alla legge, a tenersi alla larga da mostri con la faccia bianca e dal sorriso molto pronunciato. Sono la parte “seria” del gioco delle parti chiamato giustizia, la variabile sana che ha bisogno di una controparte altrettanto sana.

E’ il simbolo di una rinascita per Gotham, della maggiore fiducia della gente per la forza della legge, della minore paura verso il nemico di essa, di un nuovo spirito battagliero di più coraggio. La sua cattura di metà dei criminali operanti in città è la conferma di tutto questo. Inizia una nuova era in cui non c’è bisogno dell’eroe mascherato, quel Batman nato dall’infanzia, dalla rabbia di una vita rovinata dalla delinquenza, ma che è sempre vissuto grazie ad essa.

Bruce Wayne/Batman viaggiano su due strade diverse, sulla medesima precaria bilancia dell’esistenza, due figure complementari dedite ad amori altrettanto differenti. Quello di Bruce per l’assistente di Harvey Rachel Dawe, aspettato a lungo, desiderato, ma possibile solo con una vita normale, senza l’ombra del suo alter ego. Quello di Batman è combattuto tra il restituire la città a suoi cittadini, il far valere i normali strumenti di lotta alla criminalità, ma nello stesso tempo di trovare un malvivente alla sua altezza. In questo caso pare averlo proprio trovato.

E’ un nuovo lato oscuro lo scoglio cui deve fare i conti, uno squarcio nella mera cecità di presa di coscienza della propria natura, continunamente sottolineato dal mostro schizzoide che si aggira per la città. Un rapimento dopo l’altro, una morte dopo l’altra è il prezzo da pagare per la sua incapacità di svelare se stesso agli altri, per la sua ostinazione a non scendere a patti con un l’anarchico, ad accettare che per battere uno come lui deve prosi al suo stesso livello. Deve dimenticarsi delle norme, dell’idea del vivere civile, nel rispetto di tutti, deve uscire insieme all’oscurità che si porta dietro.

Inseguimenti, sparatorie, colpi di scena non mancano in questo secondo episodio, ma nemmeno lo sconvolgente senso di disordine che trapela da esse. Le prime scene della rapina in banca, con le maschere clownesche in atto di sciupare le riserve monetarie di una  banca controllata dalla mafia, sono l’elogio dell’imprevedibilità, della sorpresa, dato che tutti i componenti della compagnia finiscono ad uno ad uno sotto le mitragliate dei propri compagni.

Entusiasmante, stimolante la colonna sonora in accompagnamento delle gesta atletiche, delle situazioni offlimits, il fiuto sonoro del pericolo che si alterna a pochi, poetici silenzi, incantevoli se si tratta di quelli in cui il singolare ceffo bianco balza fuori la sua testa dai finestrini delle gazzelle lampeggianti.

Emblematica, ficcante l’immagine scolpita nei fotogrammi di un criminale sui generis, quando brucia lasua  montagna di soldi in cima della quale si trova il potente uomo d’affari cinese per rivendicare la sua parola: “Questa città merita una classe criminale migliore. Ed io gliela darò.”

Grazie per tutto questo…

Fonte: immagine tratta da Mymovies

 

Eastern Promises

by director at 30 Dec 2007 in Cinema

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Film PosterProduction: United Kingdom, France

Year: 2007

Director: David Cronenberg

Cast: Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Sinéad Cusack, Jerzy Skolimowski

Genre: Thriller

Running time: 100 minutes

Eastern Promises recita il titolo in lingua originale, scaduto in un più conveniente italianizzato “La promessa dell’assassino”, centrato sulla figura di Nikolai Luzhin, insospettabile e freddo autista coinvolto nei traffici illegali di una potentissima organizzazione mafiosa russa: la Vory V Zakone.

La sua posizione all’interno della vicenda rimane pervasa di scarsa certezza, sospesa tra le mansioni di poiziotto ingaggiato dalla fsb, che di giovane iniziato al mondo criminale.
Improvvisamente, comincia a gravitare nella sua vita Anna, infermiera impiegata al Trafalgar hospital, colpita dal caso di una ragazzina deceduta dopo aver dato alla luce una figlia. Tra i suoi oggetti, per caso, trova un diaro segreto sul quale ha annotato tutto ciò che riguardava la sua esistenza passata, ogni dettaglio delle sopraffazioni, sevizie, anestesie, con le quali era costretta a convivere per mano di deprorevoli sfruttatori.

A capo della famiglia delinquetale vige Semyon, un anziano signore dai modi affabili e gentili, ma che in realtà nasconde una natura perversa e mailigna.
E’ il proprietario di un lussuoso e ben arredato ristorante, abbina passione per i fornelli a qualità molto dignitose da musicista, il tutto contraltato da uno spietato ed aggressivo senso degli affari.
Il figlio Kirill (Vincent Cassell), sbandato ed ubriacone, è influenzato da profonde inquietudini personali che lo portano spesso ad eccedere nei suoi comportamenti. Il suo carattere irascibile, facilmente deturpabile, gli ha fatto commettere non poche scicchezze, una su tutte l’eliminazione di un socio della banda.

I personaggi di quest’organizzazione sono tutti individui strappati alla vita, schacciati dal peso di un destino troppo ingiusto, segnati da lutti evidenti occorsi in passati burrascosi.
Le giovani ragazze dell’est, provenienti dai villaggi vicini alle grandi metropoli non hanno molta speranza per il futuro, vivono in condizioni talmente disagiate da costituire le esche perfette per i giochi sadici e perversi di menti criminali in delirio.

Tatiana e il suo diario sono il fulcro attorno al quale si costituiscono le dinamiche del film, costantemente dibattute tra l’acuto istinto materno di una donna e la spietata cinicità dei mafiosi russi.
Lo zio, dopo aver tradotto le tremendi rivelazioni presenti nel diario, consiglia ad Anna di non andare in fondo alla vicenda, di lasciar perdere ed accettare l’equo scambio propostogli da Semyon.
Quelle pagine nascondono informazioni utili che potrebbero incastrare il capo della famiglia, contenere verità sul padre naturale della bambina venuta al mondo a seguito di uno stupro.

L’autista Luzhin fornisce elementi importanti alla FSB, l’organismo di sicurezza federale che ha sostituito il KGB, raccogliendo le prove necessarie per procedere agli arresti. Un prelievo di sangue costituirà il verdetto definitivo, la prova senz’appello che il DNA della bambina combacia con quello di Semyon.
Nel frattempo Nikolai con un preciso rituale di iniziazione è entrato a far parte dell’organizzazione. La scelta dei membri è sempre circoscritta al mondo dei socialmente emarginati, dei criminali di strada, di color che hanno passato l’esistenza in squallide celle, rubati agli affetti in età molto giovane. Ma non solo, possono sempre servire come sacrificio necessario per evitare spiacevoli eliminazioni. In questo mondo i tatuaggi parlano di te, del tuo passato, delle tue fortune o disavventure. Il segno tangibile dell’appartenenza al gruppo è la stella sopra il ginocchio, carica di significato sociale, simbolo della pretesa di rispetto da parte di chiunque.

Temendo per la vita del figlio, Semyon scambia la sua identità con quella di Luzhin e gli tende un sanguinoso agguato.
Una storia di spionaggio molto cruda, in cui ogni scena ha il sapore amaro della malvagità, dell’inquietudine colta nel viso freddo ed apparentemente stanco di questi russi, dalle atmosfere grigie e piatte, con le numerose costruzioni fatiscenti constrastate dalle poche lussuosissime residenze in mano ai balordi della città.

Ad ogni passo della pellicola si respira la profonda apatia e disprezzo per ogni valore sentimentale, tanto che l’unico mezzo in grado di ostacolare l’eccellente devozione verso il Dio denaro sembra essere la motocicletta di Anna, vero cimelio di bellezza in mezzo a tanta decadescenza.
La mercificazione del corpo, tratta comune nel mondo della prostituzione, la gretta ed aberrante chiusura mentale dei potenti, tremendamente ossessionati da qualsiasi manifestazione di sessualità diversa da quella tradizionalmente riconosciuta tra uomo e donna.

Evidente la scena del bordello clandestino in cui Kirill chiede espressamente a Luzhin di avere un rapporto sessuale con una delle sue schiave per dimostrargli di non essere una checca.
Carismatica la figura dell’autista, archetipo della cinicità in carne e ossa, fautore di uno spietato gioco per scalzare il potente capofamiglia.
Emblematica la scena del fiume in cui, assieme ad Anna, convince Kirill a non abbandonare l’esile fanciulla in balia delle acque.

Dopo il salvataggio miracoloso, svela all’infermiera le sue reali intenzioni:non si può scalzare un re se esso è ancora al suo posto.
Da cuori forti, ma un’opera con gli attributi più importanti…

Fonte: immagine tratta da Mymovies


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